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giovedì 3 dicembre 2015


Consumi: fruttivendoli ottimisti dopo un novembre debole, Federdistribuzione no

Dopo un novembre sottotono, le aspettative del dettaglio ortofrutticolo per la fine dell’anno sono improntate a un cauto ottimismo: lo spiega Livio Bresciani, presidente nazionale dei dettaglianti ortofrutticoli aderenti alla Fida commentando i dati  dell’ufficio studi Confcommercio secondo cui "dopo sette anni di crisi è in arrivo una Natale finalmente positivo, con una crescita complessiva dei consumi dell'1,3% rispetto allo scorso anno, grazie anche all'aumento dell'1,6% dell'ammontare  delle  tredicesime".

Bresciani analizza il trend dei "fruttivendoli" degli ultimi mesi: “Dopo un lungo periodo pesante i mesi estivi e l’inizio dell’autunno hanno portato una lieve inversione di tendenza risollevando il morale degli imprenditori di settore che sono riusciti a resistere alla grave crisi”, l’analisi di Bresciani. “Novembre non è stato brillante sia per l’anomalo andamento stagionale che ha portato un’offerta enorme di prodotto, sia per la fine dell’Expo, che sicuramente aveva spinto le vendite del food. Si tratta comunque di un mese tradizionalmente “tranquillo”. 



“Per il breve-medio periodo - aggiunge il dettagliante bergamasco - la nostra impressione, acquisita sulla base del rapporto con il cliente, è che ci siano discrete premesse; prevediamo di passare un buon Natale. Si pensa che il fondo sia stato toccato, stanno tornando fiducia e speranza, il jobs act ha funzionato anche nei piccoli negozi con svariate assunzioni nel dettaglio tradizionale. Insomma, c’è cauto ottimismo…”.

Un sentiment positivo trapela anche dalle rilevazioni Confcommercio di ieri, secondo cui la spesa per regali natalizi (10 miliardi, 166 euro a persona), crescerà quest’anno del 5% sul 2014. Certo, i livelli pre-crisi restano ancora lontani (per dire: i consumi saranno comunque inferiori del 3,5% sul 2008 e la spesa per i regali addirittura del 30% rispetto al 2009), ma i dati lasciano spazio alla speranza.

"Le condizioni economiche sono favorevoli e la ripresa si sta lentamente concretizzando, il Governo però non ha ancora vinto la scommessa di trasformare una ripresa economica certificata dai dati in una ripresa reale", il commento di Carlo Sangalli,  leader nazionale della confederazione.



Vede il bicchiere mezzo vuoto Giovanni Cobolli Gigli, leader di Federdistribuzione: “la domanda resta debole, la politica espansiva della Banca Centrale Europea non riesce evidentemente a stimolare un’economia che ancora non vede una decisa ripresa dei consumi, unico fattore in grado di produrre crescita e rialzo dei prezzi. La domanda interna si muove infatti solo di qualche decimo di punto: una dinamica debole e fragile, continuamente messa a repentaglio da avvenimenti internazionali e che ora deve fare anche i conti con il post Expo, un fattore d’impulso che viene a mancare”. “Questo basso livello di inflazione - conclude Cobolli Gigli - facilita una sostenuta politica di incentivo ai consumi, un obiettivo che il Governo si deve porre per consolidare i segnali di ripresa che si sono manifestati dall’inizio dell’anno e per indicare la strada maestra della crescita”

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