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lunedì 8 febbraio 2016


Salasso Tari: più 600% in cinque anni per i fruttivendoli

Uno studio presentato a Roma da Confcommercio rivela che negli ultimi cinque anni la tassa sui rifiuti (Tari) è aumentata del 55%, con distorsioni anomale tra le diverse categorie economiche ma anche a livello territoriale.

Ai dettaglianti dell'alimentazione spetta il "triste" primato di essere tra le categorie più strapazzate dalla Tari. Le attività più penalizzate sono infatti i negozi di ortofrutta, insieme a pescherie e banchi di mercato con generi alimentari, che hanno visto aumentare le tariffe Tari di oltre il 600% dal 2010 al 2015; per supermercati, negozi di pane, macellerie, salumerie, formaggi e generi alimentari è stato invece calcolato un incremento tariffario del 190% nello stesso periodo.

"Non bastano le difficoltà che dobbiamo affrontare tutti i giorni per la crisi economica, ma dobbiamo anche subire una pressione fiscale impressionante generata da un fisco nazionale opprimente e una tassazione locale inefficiente e arbitraria", commenta Donatella Prampolini Manzini, presidente FIDA-Confcommercio (Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione) che, nei giorni scorsi, è stata eletta nuova vicepresidente nazionale di Confcommercio.

In molti casi la spesa per la gestione dei rifiuti, a parità di livelli qualitativi di servizio, vede differenze che arrivano fino al 900% anche tra Comuni limitrofi: "Per una stessa tipologia di attività non è difficile pagare quattro o cinque volte di più in un comune rispetto a quello limitrofo", sottolinea Prampolini Manzini.

La situazione risulta aggravata anche dal peso dell'inefficienza delle Amministrazioni locali che ha prodotto, nel complesso, un mancato risparmio di 1,3 miliardi di euro che "potenzialmente – sottolinea Confcommercio – avrebbe potuto rappresentare una riduzione del costo del servizio e quindi della tariffazione". Per evitare che le inefficienze delle Amministrazioni non ricadano sulle imprese, Prampolini Manzini propone come soluzione "l'applicazione rigorosa del criterio dei fabbisogni e dei costi standard".

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