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mercoledì 13 aprile 2016


Stop Ue all'etichetta a semaforo, Italia soddisfatta

Ieri il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza per la revisione del regolamento n° 1924/2006 sui claim nutrizionali e salutistici alla base del sistema della cosiddetta "etichettatura a semaforo".

"Siamo sempre stati in prima linea – afferma il Ministro Maurizio Martina – contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualità. Lo abbiamo ribadito anche in recenti Consigli dei Ministri europei, con l'appoggio di 15 Paesi".

"Il voto in Parlamento europeo – prosegue – è un successo che l'Italia ha costruito facendo squadra. Abbiamo unito le filiere produttive, quelle agricole e collaborato costantemente con i nostri parlamentari, a partire da Paolo De Castro. Ora ci aspettiamo che la Commissione Ue faccia un salto di qualità concreto su questo piano. Lo dobbiamo soprattutto – conclude il Ministro – ai consumatori, che vengono tratti in inganno da questi sistemi basati su criteri discutibili. Non è ammissibile che le nostre aziende che lavorano sulla qualità e producono alcuni dei prodotti cardine della dieta mediterranea vengano penalizzate, mentre invece le bibite gassate ‘light' ricevono il bollino verde. L'Italia andrà avanti con determinazione".

Il voto, spiega l'onorevole Ue Paolo De Castro, "è un segnale forte alla Commissione. Le informazioni nutrizionali per i consumatori devono essere corrette e trasparenti, e in alcun modo fuorvianti o condizionanti come lo sono ad esempio quelle percepite dai consumatori inglesi attraverso il sistema di etichettatura a semaforo".

"L'indicazione – prosegue l'europarlamentare – dei profili nutrizionali non ha alcun fondamento scientifico, anzi si rischia in base all'indicazione dei contenuti di grassi, di sale e di zucchero di creare una lista di alimenti catalogati in ‘buoni' o ‘cattivi', cosa profondamente sbagliata, non essendo gli alimenti presi singolarmente a essere dannosi, ma le diete in cui vengono inseriti. Inoltre – conclude De Castro – come segnalato dall'esperienza nei supermercati inglesi questo sistema costituisce una penalizzazione anche a livello economico per molti dei nostri prodotti e in particolare dei prodotti tipici con marchio di qualità".

“Siamo soddisfatti per il voto del Parlamento europeo che boccia un sistema di etichettatura troppo semplicistica e fuorviante. Siamo favorevoli alla corretta informazione del consumatore ma questa deve essere oggettiva e basata su evidenze scientifiche. No, quindi, ad un sistema che penalizza le produzioni di qualità, in particolare olio, formaggi e salumi”. Commenta così Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari il voto dell’assemblea di Strasburgo in favore dell’eliminazione dei profili nutrizionali in etichetta, sul genere del “semaforo inglese”.

“Ringraziamo - prosegue Mercuri - il lavoro condotto dall’Italia e dai nostri parlamentari europei, in particolare da Paolo De Castro, per il raggiungimento di questo primo significativo risultato. E’ importante riflettere in ambito europeo su come favorire un consumo più consapevole, purché si utilizzino criteri oggettivi, senza danneggiare produzioni simbolo dell’agroalimentare italiano promosse dalla Dieta mediterranea”.

“Accogliamo con soddisfazione il voto dell’Europarlamento che ha detto no alla cosiddetta etichetta a semaforo adottata in Inghilterra e che questo Paese vorrebbe imporre in Europa. Tale sistema rappresenta un paradosso per la qualità made in Italy e non solo, poiché si fonda senza alcuna ragione scientifica su valutazioni che riguardano grassi, sale e zuccheri contenuti nei prodotti, senza peraltro considerare i quantitativi consigliati nei pasti", commenta il presidente di Copagri Franco Verrascina. "Il consumatore ne uscirebbe deviato nelle sue scelte se pensiamo, ad esempio, ai nostri formaggi e salumi, che sono produzioni riconosciute nel mondo come eccellenze per sicurezza e qualità, mentre alcune bevande definite, spesso ingannevolmente, light sono  considerate esemplari per la salute da detto sistema. Parmigiano o Grana, i diversi prosciutti che sono ambasciatori del made in Italy sarebbero penalizzati sui mercati solo a causa di un’evidente sfida tutta incentrata su obiettivi commerciali”.


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