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mercoledì 20 aprile 2016


Asparago bianco di Bassano Dop tra qualità e giovani leve

Il Consorzio di tutela dell'Asparago bianco di Bassano Dop, presieduto dal poco più che trentenne Paolo Brotto, stima una produzione commercializzata di 700-800 quintali, in crescita rispetto all'anno precedente. Nell'arco di pochi anni, non appena entreranno in piena produzione gli impianti più giovani, sarà superata la soglia dei 1.000 quintali.

"A differenza delle annate 2014 e 2015 – afferma Carlo Grandesso, segretario di zona della Coldiretti di Bassano e ispettore del Consorzio – influenzate da condizioni meteorologiche sfavorevoli, quest'anno la qualità dell'unico asparago Dop italiano ed europeo è estremamente buona". Talmente buona che "si tratta della migliore stagione degli ultimi dieci anni, come emerge dai controlli sistematici che si stiamo svolgendo in questo periodo. Sul fronte dei prezzi al produttore, invece, cerchiamo di garantire un range tra 7 e 12 euro il chilogrammo".

Il segretario della Coldiretti, tuttavia, denuncia che anche quest'anno la denominazione è stata soggetta a "numerosi tentativi imitazione nel periodo precedente alle operazioni di raccolta che, normalmente, partono nell'ultima settimana di marzo".

La produzione del turione bianco certificato viene realizzata in 10 Comuni della provincia di Vicenza (Bassano del Grappa, Cartigliano, Cassola, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d'Ezzelino, Rosa, Rossano, Tezze sul Brenta) ed è in costante aumento.

"Fino a 2-3 anni fa – osserva Grandesso – i soci del Consorzio erano una trentina, mentre oggi si contano 62 produttori, 3 aziende di produzione e confezionamento, 2 cooperative di confezionamento e un'impresa privata di confezionamento. In particolare – conclude – negli ultimi anni sono entrati più di 10 giovani imprenditori agricoli che, in parte, lavoravano in settori distanti dall'agricoltura, come ad esempio quello tessile".

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