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venerdì 29 aprile 2016


Stabilimento in etichetta, torna l'obbligo

Dopo un anno e mezzo l'Italia ristabilisce l'obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione dei generi alimentari.

Come si apprende dall'articolo di Federico Formica su Kataweb, la Camera ha infatti approvato ieri la Legge di delegazione europea, che tra le tante novità comprende anche il ritorno alla vecchia etichetta. Chi produce alimenti in Italia, quindi, dovrà necessariamente riportare in etichetta lo stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento. Nulla, invece, cambierà per i cibi prodotti fuori dai nostri confini e venduti in Italia: le industrie alimentari saranno libere di non indicare dove sono stati fatti.

Tutto era cominciato nel dicembre 2013, quando è entrato in vigore il regolamento Ue 1169/2011. Un testo che ha messo ordine nella giungla di disposizioni sull'etichettatura dei prodotti alimentari in tutti i paesi Ue. Il regolamento, però, pur introducendo diverse regole a garanzia del consumatore (ad esempio l'obbligo di indicare gli allergeni anche per i cibi sfusi), non prevedeva alcun obbligo di indicare lo stabilimento di produzione. L'Italia, dal canto suo, non ha avuto nulla da eccepire e così il provvedimento è passato a danno dei consumatori del nostro Paese.

Nello scorso settembre il Consiglio dei ministri aveva dato la delega a reintrodurre questo obbligo. Ieri la legge è stata approvata dalla Camera, ma servirà anche un ok del Senato prima di diventare operativa a tutti gli effetti. Servirà anche l'autorizzazione dell'Europa, ma dovrebbe trattarsi di una formalità. Lo stesso regolamento 1169 infatti prevede all'articolo 39 che gli stati membri possano introdurre ulteriori indicazioni obbligatorie per proteggere la salute pubblica, i consumatori e prevenire le frodi. Esattamente i motivi per cui l'Italia si è preoccupata di intervenire. 

Fonte: canali.kataweb.it


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