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martedì 27 settembre 2016


Fragole, insalate, nocciole, legumi: i big in Campania

Ci sono anche Finagricola, Altamura, Associazione Nazionale città della nocciola, Cooperativa La Tonda Giffoni, Rago Group e alcune aziende agricole specializzate tra le 50 eccellenze "incoronate" dal rapporto "Banca delle Qualità Campane" promosso dalla Fondazione Symbola insieme con la Federazione Campana Banche Credito Cooperativo e con il sostegno di Fondosviluppo, Un lavoro, quello dato alle stampe nelle scorse settimane, che propone un viaggio alla scoperta di punte di diamante dell’economia salernitana operative tra i Monti Picentini e il Cilento in diversi ambiti. 

Altamura è una delle aziende campane di maggior rilievo nella IV gamma, in quello che il rapporto definisce il “made in italy in vaschetta”. Fondata nel 1971 da Ciro Altamura che, sulle orme del padre Alfonso, gestisce un'azienda di 100 ettari quasi interamente dedicata alla produzione di rucola e insalate, che per l’80% finisce sul mercato estero, con est asiatico e Medio Oriente quali nuovi sbocchi. Un tempo la produzione ortofrutticola dell’azienda era varia: accanto alle insalate e la rucola, c’era il pomodoro, la melanzana, diverse tipologie di frutta e verdura. A partire dalla fine degli anni Novanta, si è deciso invece di puntare tutto sulla produzione di insalate, soprattutto “baby leaf”.



Associazione Arkos, fondata nel 2014 nella Piana del Sele, ha invece lanciato un progetto 2.0 per recuperare un’antica varietà di pomodoro, il fiaschello battipagliese coinvolgendo direttamente, attraverso una campagna di crowdfunding, i cittadini che, credendo nell’idea, hanno deciso di finanziarla. Il team di Arkos è riuscito a recuperare 10 diversi campioni di semi riconducibili a questa vecchia coltura. Da segnalare le partnership con alcuni distributori come Terra Orti ed Eccellenze Campane, mentre a metà 2016 partirà la coltivazione di circa 20 mila piantine (corrispondenti a 600 quintali di raccolto) sui 5 mila metri di terreno messi a disposizione da un agricoltore di Battipaglia, socio del progetto.

Associazione nazionale città della nocciola, si legge nel Report, ha garantito un aumento della produzione di qualità, grazie alla crescita delle imprese produttrici a marchio
IGT e quelle convertite al biologico. In parallelo si è diffusa una ristorazione caratterizzata dal prodotto così come un artigianato pasticcere specializzato nella trasformazione in loco del prodotto. In sinergia con la Condotta Slow Food, sono stati sviluppati format differenti: da quello rivolto alle scuole, ai laboratori sensoriali per adulti. Infine, l’associazione ha elaborato un format sulla storia della nocciola: dal noccioleto al laboratorio, fino allo showcooking.



Nell’elenco delle eccellenze anche l’azienda agricola Francesco Vastola-Maida di Capaccio, situata a pochi chilometri dal sito archeologico di Paestum, dove Francesco Vastola, assieme alla moglie Annamaria e ai figli Fabrizio e Maria Antonia, ha deciso di fare il salto in avanti, passando dalla produzione di ortaggi e frutta biologica alla loro trasformazione in prodotti conservieri di alta qualità. Ampia, e in continua evoluzione, la gamma in vasetto: sughi pronti, tra cui la passata di pomodoro giallo, la crema di cipolla di Montoro grigliata e quella di olive al cacao; quindi le confetture di peperoncini, di uva fragola, o di fichi bianchi caramellati del Cilento, infine i sottolio conservati in olio extravergine di oliva – prodotto dalla stessa azienda - fra cui i carciofini, i cipollotti nocerini, i broccoli friarielli. 

Si occupa invece di legumi campani e in particolare del fagiolo di Controne - coltivato nell’omonimo comune già nel 1500, marchioto Doc e rientrante tra i presidi SlowFood - l’azienda Agricola Michele Ferrante che porta avanti un progetto di recupero non solo di antiche varietà di colture autoctone, ma anche di tecniche di coltivazione del passato. Estesa su 10 ettari di terreno, di cui 4 coltivati a fagioli bianchi, esprime un raccolto annuale di circa 50 quintali.

La cooperativa agricola San Giorgio di Bellizzi della famiglia D’Avino ha  coinvolto nel proprio progetto aziende locali e agricoltori della provincia di Caserta e Viterbo. E nei prossimi mesi, nel novero dei soci entreranno altri 6 fornitori pugliesi. Core business è la produzione di fragole in serra, cui si aggiungono altre referenze: dalla frutta coltivata in campo aperto (pesche, albicocche e ciliegie) ai pomodori in serra. La rete di distribuzione, come si legge nel report, è dislocata in tutta Italia e interessa Coop, Carrefour, Metro e Lidl. In tutto 65 mila i quintali prodotti, 140 gli ettari coltivati, per un fatturato di 8 milioni di euro, per un 40% proveniente dall’export. 

La cooperativa Tonda di Giffoni, fondata nel 2009 da nove aziende, è in crescita. Oggi nella provincia di Salerno il 90% della nocciola è costituita dalla varietà Tonda di Giffoni, coltivata su circa 2.600 ettari, tra la valle dell’Irno e i Monti Picentini. Più di 1.500 le aziende agricole del territorio, in cui lavorano 4.000 occupati. Il 10% della produzione complessiva di queste aziende si avvale del marchio Igp. In pochi anni le aziende riunite dalla cooperativa sono diventate 70, per un totale di 300 ettari coltivati, 6.000 quintali di produzione media annua e 1 milione e mezzo di fatturato.



Tra i nomi più noti del rapporto, quello di Finagricola: una storia di 30 anni alle spalle (è stata fondata nel 1986), 360 ettari di serre per la coltivazione di ortaggi e verdura fresca fra cui primeggia il pomodoro datterino, 2.500 addetti, 30 siti produttivi, 45 milioni di euro di fatturato all’anno, di cui il 70% realizzato sul mercato italiano - dove gode di una distribuzione capillare che passa principalmente per la Gdo - e il 30% all’estero, in particolare Germania e Francia. Al core business della verdura fresca, commercializzata prevalentemente col marchio Grangusto, dal 2011 si è unita la produzione di conserve, con il lancio della linea Cosi com’è. Una scelta che ha permesso all’azienda di posizionarsi su una nicchia di alta qualità con una linea di pomodori pregiati - datterino giallo, datterino rosso e pizzutello - raccolti a mano e conservati in vetro.

E poi c’è Rago Group fondata nel 1892 e oggi alla quinta generazione. Il gruppo, secondo esportatore europeo di rucola, realizza metà del suo fatturato, circa 20 milioni di euro l’anno, all’estero, in quasi tutta l’Europa (Paesi Scandinavi e Inghilterra in testa), in Russia e negli Emirati Arabi. Una realtà leader nel campo della coltivazione e commercializzazione di babyleaf (rucola selvatica, batavia verde e rossa, valeriana, spinacino) destinati, per una metà, al mercato italiano attraverso la rete della Gdo, e per l’altra metà, appunto, Oltralpe, dove Rago vanta clienti come Mark&Spencer e Gruppo Edeka; circa 200 mila al giorno le vaschette lavorate con materia prima della Piana del Sele.

Infine il report “incorona” un’azienda di imballaggi, Selepack, che propone soluzioni originali ed innovative a basso impatto ambientale che, oltre a distinguersi per la qualità, diventano anche oggetto di ricerca e design. I prodotti principali sono vaschette rettangolari salva -freschezza per salumeria, ovali salva liquidi per gastronomia, forme speciali per insalate.

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