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venerdì 21 ottobre 2016


Più agrumi dal Sudafrica con l'accordo di libero scambio

Con l'entrata in vigore dell'accordo di partenariato economico (Ape) tra l'Unione europea e sei Paesi dell'Africa australe, firmato nel giugno scorso e in corso di ratifica, il principale impatto per l'Italia riguarderà le importazioni di agrumi.

E' quanto evidenzia un rapporto Ismea, che ricorda come, al momento, il periodo di tariffazione agevolata per questi frutti duri ogni anno da luglio al 16 ottobre; data dopo la quale i dazi doganali sono reintrodotti al tasso del 16%. Ma quando l'accordo entrerà in vigore la tassazione ridotta sarà prolungata fino a fine novembre e con un decremento del dazio dell'1,8% l'anno, che scenderà progressivamente fino all'azzeramento.


Agrumi: importazioni dell'Italia e dettaglio dei primi 30 fornitori (dati cumulati del periodo 2010/15)

Tra il 2010 e il 2015 l'Italia ha importato nel complesso 2,3 milioni di tonnellate di agrumi per una spesa di circa 1,74 miliardi di euro. Il 12% di queste importazioni, sia in volume, sia in valore, proviene dai Paesi Ape dell'Africa australe (Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Sudafrica e Swaziland).


Agrumi: importazioni dell'Italia nel periodo luglio-novembre dai primi 30 fornitori (dati cumulati 2010/15)

Tra questi, il Sudafrica è il Paese che più esporta verso l'Italia e figura al secondo posto in assoluto dopo la Spagna. L'indagine pubblicata da Ismea indica che nel periodo 2010/15 l'Italia, in base a elaborazioni su dati Istat, ha importato da quel Paese quasi 287mila tonnellate di agrumi per una spesa di oltre 207 milioni di euro. E nel periodo luglio-novembre (quello che attualmente prevede la tassazione ridotta e che in prospettiva sarà esente da dazi) il nostro Paese, sempre dal Sudafrica, nel periodo osservato ha importato oltre 250mila tonnellate per una spesa di oltre 177 milioni.



Agrumi: importazioni dell'Italia dai Paesi dell'Ape dell'Africa Australe nel periodo luglio-novembre (1.000 kg, dati cumulati 2010/15)

Sul totale dei prodotti importati in base all'accordo Ape con l'Africa australe, il 78% è rappresentato da arance, il 13% da pompelmi, il 9% da limoni.


Agrumi: importazioni dell'Italia dai Paesi dell'Ape dell'Africa Australe nel periodo luglio-novembre (% in quantità, dati cumulati 2010/15)

Per quanto riguarda il posizionamento di prezzo del prodotto importato dall'Italia e proveniente dall'Africa australe, i dati medi del periodo 2010/15 non evidenziano sostanziali differenze con gli agrumi provenienti dai Paesi dell'Unione Europea. In generale, nel periodo in esame c'è un centesimo per kg di differenza tra importazioni di agrumi dai paesi dell'Africa australe e quelli di origine dell'Unione europea, 0,72 contro 0,71 euro/kg. Con riferimento alle importazioni di arance, nel periodo luglio/novembre, ci sono 0,02 euro di scarto tra il prodotto importato dalla Spagna (0,64 euro/kg) e quello importato dai Paesi dell'Africa australe (0,66 euro/kg).

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