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lunedì 28 novembre 2016


Arriva yello, alternativa alla Golden

Una nuova mela per l’Alto Adige: è stata presentata venerdì, a Interpoma, yello, nome con cui verrà commercializzata la varietà Shinano Gold, di origine giapponese, nata a Nagano nel 1993 dall’incrocio tra Golden Delicious e Senshu. 

Dopo l’esito favorevole dei test avviati nel 2005, in Alto Adige saranno piantati nei prossimi due anni oltre 150.000 alberi. L’accordo sperimentale fra la Prefettura di Nagano e il Consorzio Innovazione Varietale Alto Adige (SK Südtirol) risale al 2007; nei mesi scorsi è arrivata la definitiva licenza di produzione e commercializzazione, che appartiene a Vog e Vip in esclusiva per tutta l’Europa e il bacino del mediterraneo. 

Il frutto ha buccia liscia di colore giallo alabastro, al palato si presenta croccante e succoso. Il suo leggero aroma tropicale e l’elevata dolcezza suggeriscono l’abbinamento con spezie esotiche come lo zenzero, il curry; viene consigliata anche abbinata a formaggi a pasta dura come il Parmigiano o formaggi a pasta erborinata. Matura due settimane dopo la Golden e vanta un'elevata shelf life. Alla raccolta il grado brix oscilla tra i 14 e i 16 gradi circa. 


Il lettering e il logo richiamano le lievi pennellate della scrittura giapponese, mentre il pay off “The color of taste” ribadisce l’importanza del connubio colore-gusto. Oggi il marchio yello è registrato in 69 Paesi di tutto il mondo. 
Positivo l’esito delle prime degustazioni realizzate nel corso di quest’anno in punti vendita selezionati a Milano e Bruxelles.

Una grande novità nel segmento dominato da Golden Delicious, l'hanno definita i relatori della conferenza stampa cui ha preso parte anche una delegazione ufficiale dell’amministrazione di Nagano: “Abbiamo l’opportunità di segnare una svolta nel segmento delle mele a buccia gialla, storicamente presidiato da un’unica varietà tradizionale - ha dichiarato Gerhard Dichgans, direttore del Vog –. Con yello vorremmo scrivere un capitolo nuovo nei mercati in cui la Golden Delicious da anni è rimasta in ombra, come Inghilterra o Germania”. 

 “L’innovazione ha un’importanza fondamentale per il futuro della coltivazione melicola in Alto Adige”, ha affermato Georg Kössler, presidente del Vog. “La storia di yello parla dell’incontro fra due tradizioni molto lontane e differenti, come quella giapponese e quella altoatesina per creare una mela moderna e vincente, in grado di conquistare i mercati”, ha detto Josef Wielander, direttore del Vip.

 “La Shinano Gold è una delle prime varietà ad essere stata seguita dalla nostra realtà - il commento di Markus Bradlwarter, direttore del Consorzio innovazione Varietale Alto Adige - ora siamo pronti per iniziare la fase di sviluppo commerciale”. 

“Per esprimere il concetto di “migliore per qualità” in giapponese diciamo saikoo – ha concluso Tomihiro Kithara, direttore generale dell’amministrazione agricola della Prefettura di Nagano – e yello è... saikoo”.

Apofruit Italia esclusivista per Regal'In

E a proposito di nuove varietà giovedì, tra gli stand di Interpoma si è visto anche Ilenio Bastoni, direttore di Apofruit Italia, che dopo l'accordo siglato nei mesi scorsi si prepara a lanciare in Italia la varietà Regal’In, sviluppata dalla società francese Agro Selection Fruit. Saranno una sessantina gli ettari messi a dimora nel breve periodo; primi raccolti italiani nel 2018.
Regal'In matura a fine settembre con una colorazione che va dal rosso molto brillante al rosso rosato su circa il 90% del frutto. Vanta elevata resistenza agli agenti patogeni e la non alternanza è un ulteriore elemento di appeal per i produttori. Apofruit Italia ne è esclusivista per l'Italia.

Tavola rotonda sull'export: piattaforma di richieste per la Commissione Ue

Non solo novità varietali: in una tavola rotonda che si è svolta venerdì a Interpoma sull’export dei prodotti ortofrutticoli, Assomela e Alleanza delle Cooperative agroalimentari hanno evidenziato che le esportazioni di settore sono cresciute del 100% negli ultimi 10 anni, raggiungendo 6 milioni di tonnellate, ma restano ancora troppo legato al mercato interno, ormai saturo, con consumi stabili o in discesa. Si stima, di contro, che il 95% di potenziali nuovi consumatori si trovi al di fuori dei confini dell’Ue. Di qui la necessità per i produttori ortofrutticoli europei di conquistare nuovi mercati di sbocco, necessità resa ancora più impellente dopo l'embargo russo. La continua ricerca di nuovi mercati su cui approdare resta tuttavia difficile.


Export extra Ue sempre più importante per l'Italia

All'incontro hanno preso parte rappresentanti del mondo cooperativo di Italia, Spagna, Francia, Belgio, Olanda e PoloniaI produttori ortofrutticoli europei chiedono all’Europa di aiutarli a diversificare ed allargare il portafoglio di possibili destinazioni per i loro prodotti, sostenendo una politica volta ad aprire nuovi mercati di sbocco per le produzioni. 

“Sono ancora troppi infatti -  ha spiegato il coordinatore del settore ortofrutticolo dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Davide Vernocchi – gli ostacoli che gli operatori europei fronteggiano quotidianamente, la maggior parte delle volte creati ad hoc dai Paesi importatori, soprattutto in materia fitosanitaria, che richiedono lunghe ed estenuanti trattative. Emblematico il caso delle susine, che per un mero cavillo burocratico creatosi in Brasile relativo alla traduzione della tipologia di prodotto da importare, attualmente non riusciamo più a commercializzare nel Paese”.

Al termine del confronto, le sigle dei sei Paesi produttori hanno sottoscritto una piattaforma di richieste alla Commissione Ue in cui hanno ribadito quanto sia fondamentale il ruolo politico dell’Ue per prevenire ingiustificate forme di protezionismo in fase di negoziazione. A Commissione e Parlamento hanno richiesto di rafforzare l’impegno per rendere più accessibili i mercati lontani (lavorando per ridurre la durata dei negoziati e armonizzando i requisiti fitosanitari) e di intensificare anche una politica di promozione e di marca per aumentare l’export e migliorare la competitività. 



Il presidente di Assomela, Ennio Magnani, dopo aver ricordato come per le mele italiane non sia stata aperta alcuna nuova porta dopo l’embargo in Russia, ha sottolineato “l’impegno crescente di Assomela per arrivare nel più breve tempo possibile ad avere condizioni di accesso a nuovi Paesi in forte crescita”.

Il coordinatore del gruppo S&D della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, ha sottolineato come "il Parlamento europeo segua con molta attenzione gli accordi di scambio dell'Ue con i vari Paesi terzi dai quali spera potranno aprirsi nuove opportunità per i produttori europei". Ed ha auspicato che vengano introdotte novità che rafforzino la competitività del settore ortofrutta.

L’evento ha visto la partecipazione dell’europarlamentare Herbert Dorfmann, di Raimondo Serra, dell’Unità relazioni bilaterali internazionali della DG Agri, di Philippe Appeltans, nuovo presidente del gruppo “Ortofrutticoli” del Copa-Cogeca, di rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole e di quello dello sviluppo economico, nonché di Ice.

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