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Sostenibilità: il Trentino frutticolo la analizza in dettaglio lunedì 23 gennaio 2017


Sostenibilità, lo sforzo del Trentino dà i primi frutti

Durante il convegno "Trentino Sostenibile. Il futuro diventa sostenibile" di giovedì scorso a Trento Apot, affiancata da Agroter, ha esposto i primi dati sul bilancio di sostenibilità.

Dopo l'introduzione di Roberto Della Casa, managing director Agroter, relativa al concetto "trino" di sostenibilità - in cui ritroviamo l'accezione ambientale ma anche quella economica e sociale del territorio - Alessandro Dalpiaz ha proseguito con l'illustrazione dei dati raccolti e catalogati come sani indicatori di questo concetto, senza mancare di spunti di autocritica.

La percezione del consumatore: la migliore mela italiana è trentina

Sul fronte della percezione, Agroter ha condotto tre analisi tramite tecnica di intervista web e telefonica. La prima, incentrata sul consumatore italiano, ha dimostrato che il Trentino è l'area più indicata per la provenienza delle migliori mele nostrane. I 2mila italiani intervistati hanno anche indicato sempre il Trentino, assieme all'Alto Adige, come agricoltura più rispettose dell'ambiente, evidenza confermata anche dal campione di consumatori trentini appositamente intervistati. Per quanto riguarda invece l'opinione dei frutticoltori trentini relativamente all'uso di fitofarmaci, è emerso che un 80% del campione si trova d'accordo con l'affermazione "non bisogna abbassare la guardia e proseguire nel percorso intrapreso" mentre solo il 20% è per il "siamo già soddisfatti dei risultati raggiunti". Dalla ricerca si è quindi delineato un riconoscimento da parte della popolazione relativamente agli sforzi fatti dal "sistema" sui temi della sostenibilità, sforzi sorretti da un'agricoltura professionale consapevole.

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Società ed economia: l'impatto dei frutteti trentini

Con 7.764 soci produttori, la cooperazione trentina frutticola vale 363 milioni di  euro, con un'altissima frammentazione della produzione: 30.259 appezzamenti e il 44% delle aziende inferiori all'ettaro di coltivazione. Numeri, questi, che simboleggiano la preservazione della piccola impresa familiare trentina.

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Sul fronte dell'occupazione, stando ai dati Ispat, dal 2012 al 2016 l'occupazione di stagionali nell'agricoltura trentina è cresciuta a ritmo più che doppio rispetto all'intero mercato del lavoro provinciale, con oltre 3mila nuovi giovani di età inferiore ai 30 anni assunti nel periodo. Inoltre, stando ai dati del terzo trimestre 2016, l'agricoltura è l'unico comparto che dimostra crescite positive a livello di occupati in Trentino, molti dei quali anche stranieri. La lettura suggerisce quindi un incremento del contributo frutticolo e agricolo per il benessere sociale ed economico del territorio.

Il lato ambientale: energia, acqua, bosco, biodiversità e fitosanitari

Stando ad una ricerca dell'università di Bolzano, produrre in Trentino Alto-Adige un chilo di mele è molto più efficiente, dal punto di vista energetico, rispetto ad altri areali quali Usa, Svizzera, Grecia e Germania. Non solo, anche le fonti energetiche del sistema frutticolo trentino sono da considerarsi per il bilancio totale: il 100% dell'energia utilizzata è infatti proveniente da fonti rinnovabili, mentre le cooperative producono ogni anno energia elettrica tramite fotovoltaico oltre 6,5 Kwh, ossia circa il consumo domestico di 7.000 trentini.

consumo-energia-frutticoltura-trentino-mela-michele-dallolio-ifn

A questo dato si aggiunge poi il risparmio teorico su orizzonte decennale dell'uso delle celle ipogee Melinda per la conservazione delle mele, sintetizzabile nel consumo domestico di 2mila trentini ogni anno. Durante l'evento è stato poi trattato il tema del consumo idrico. In questo caso, i dati Apot evidenziano un risparmio annuale, rispetto agli anni Duemila, quantificabile nel 30,6%. Il cambio tra il sistema di irrigazione a chioma e quello a goccia ha infatti permesso di risparmiare 4.300 piscine olimpioniche circa ogni anno, corrispondente al consumo domestico di 167mila trentini.

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Tra gli indicatori ecologici, la percentuale di bosco sul territorio è un ottimo indicatore. In Trentino questa percentuale è al 57,8% che se sommata a prati, pascoli, arbusteti, raggiunge l'89% dell'impatto della natura in generale sul territorio (fonte: Pat-Unitn 2013). Evidenza di alto interesse è che nelle aree frutticole come la Val di Non le percentuali di bosco non sono variate dagli anni Cinquanta fluttuando dal 65% al 67%.
Per comprendere la sensibilità della biofauna nei frutteti, si è valutata la relazione lineare tra il numero di arnie e quindi di api con le produzioni di mele in Trentino. Ed ancora l'impatto positivo della presenza del frutteto per alcune specie di rapaci e di anfibi, tra cui la specie protetta Ululone dal ventre giallo.

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Quanto all'utilizzo di fitofarmaci e tecniche di coltivazione, stando ai dati Apot, il Trentino frutticolo utilizza al 100% lotta integrata sommata a quella biologica. Il trend positivo dell'utilizzo di molecole ammesse nel biologico (63% del totale ad oggi) nella lotta integrata ne dimostra l'impegno del sistema nell'eliminazione di molecole con profilo tossicologico sfavorevole. Processo che stando al direttore Apot è in atto da decenni e su cui non si cesserà di investire tra cui anche l'aumento della confusione sessuale, parallela al minor uso di insetticidi.

confusione-sessuale-insetti-sostenibile-trentino-frutteto-michele-dallolio-ifn

Su questo ultimo punto la spesa dichiarata da Apot su servizi e progetti atti alla sostenibilità è di circa 1,2 milioni di euro, affiancata dai 13.769 controlli sul prodotto, 9 volte in più di quello richiesto dalle certificazioni e dalle 7.181 ispezioni sulle aziende per verificarne le corrette applicazioni della lotta integrata. Il tutto con percentuali di defezione inferiori al 2% per le aziende e dello 0,5% per il prodotto negli ultimi 14 anni. Un grande aiuto alla sostenibilità deriva anche dall'introduzione di varietà resistenti quali Galant, Opal e Modì posizionabili anche vicino ad aree urbane per minimizzare al massimo l'interazione con la popolazione tramite un piano di 130 ettari.

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Alessandro Dalpiaz
ha commentato la ricerca affermando che l'obiettivo non è ancora raggiunto, ma che il sistema continuerà il suo impegno in tal senso, come fatto negli anni precedenti.

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Michele Dall'Olio
Senior Marketing Specialist
michele@italiafruit.net

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