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lunedì 27 febbraio 2017


«Caro ortaggi», commercianti contro l'Istat: intempestiva

Commercianti contro l'Istat. L'Istituto nazionale di statistica finisce nel mirino del presidente della Federazione dei dettaglianti dell'alimentazione di Udine, Andrea Freschi, al quale non va giù la tempistica nel diramare i dati riferiti a gennaio, resi noti mercoledì 22 febbraio scorso: “Dispiace che notizie ormai superate, come quella dell’inflazione del mese di gennaio, in cui emerge l’aumento dei costi di frutta e verdura conseguenti al maltempo, conquistino una visibilità che mette in difficoltà il lavoro nel settore del commercio ortofrutticolo quando gli effetti del meteo sono superati", tuona Freschi, che è anche rappresentante in sede comunale della commissione Istat. "La problematica è del tutto risolta e i prezzi sono perfettamente riallineati con quelli precedenti le ondate di gelo. Quanto agli aumenti degli agrumi, si tratta della conseguenza di una stagionalità avanzata e dunque ogni considerazione negativa mossa dai consumatori in questo momento è assolutamente immotivata”. 

"L'Istat – precisa Freschi, che è anche rappresentante Confcommercio in sede comunale di commissione Istat – aveva pubblicato i dati il 3 febbraio scorso. Trovo dunque incomprensibile che l'Istituto li diffonda venti giorni dopo, ponendo l’accento su prezzi che nulla hanno a che vedere con quelli attuali”.

Venerdì, intanto, l'Istat ha diffuso i dati relativi alla fiducia dei consumatori: emerge che a febbraio prosegue il peggioramento iniziato a gennaio. "Difficile essere fiduciosi se le tasche sono vuote" il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. Che aggiunge: "Con queste premesse, i consumi non possono che restare al palo: anche chi può spendere, se non prevede qualcosa di buono per il futuro, non mette mano al portafoglio". Ma c'è anche una nota positiva: cresce, infatti, l'indice composito del clima di fiducia delle imprese, che raggiunge il livello più elevato da gennaio 2016.  

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