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lunedì 6 marzo 2017


Origine: nuove referenze, destoccaggio veloce per il kiwi

Destoccaggio superiore al previsto, sia nei trend delle ultime settime che da inizio anno, per il kiwi: Alessio Orlandi, general manager di Orgine Group, conferma l'analisi di mercato offerta nei giorni scorsi a Italiafruit News da Giovanni Gullino, direttore generale dell'azienda piemontese (cliccare qui per leggere). Orlandi aggiunge che "le richieste sostenute degli ultimi giorni testimoniano la minor disponibilità di prodotto di altre origini", per cui ci sono i presupposti per "cercare di ottenere maggiori soddisfazioni in termini di vendita".

Giovedì scorso Orlandi è intervenuto al convegno organizzato da Confagricoltura Ravenna - unitamente alle omologhe di Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini - intitolato “Quale futuro per la nostra frutticoltura fra criticità e opportunità”, dove ha sottolineato l’importanza di “aggregarsi per restituire valore al prodotto e ridare così valore aggiunto al produttore”. Nell’occasione, il manager ha preannunciato che Origine Group sta studiando un allargamento della gamma dei prodotti: il paniere è destinato a crescere, passo dopo passo anche se non sono ancora noti tempi e referenze. “Deciderà nei prossimi mesi il Cda, al quale sono state fatte precise proposte”, spiega a Italiafruit News Orlandi. 

Origine Group rappresenta oggi il 15% della produzione italiana di pere e il 25% della produzione nazionale di kiwi, pari al 20% della produzione europea: “La creazione di questa massa critica punta a una maggiore efficienza attraverso economie di scopo che consentono azioni  come la creazione di un marchio e la sua comunicazione, la possibilità di poter gestire innovazione varietale ed eventuali esclusive di prodotto, l’approccio unitario a tavoli tecnici”, ha detto Orlandi al convegno di giovedì. 


Orlandi (al centro) con l'amministratore Alberto Garbuglia e la sales manager Reen Nordin

“Attraverso il marchio Sweeki possiamo proporre kiwi in mercati in cui i soci non erano presenti offrendo un unico standard qualitativo, un unico prezzo, continuità di fornitura, garanzia di qualità nella fornitura”. In Europa la metà privilegiata è la Spagna dove è stata attivata in questi giorni un'attività di comunicazione e merchandising in collaborazione con partner locali. “Il processo di lancio del brand è iniziato, siamo presenti anche in Svizzera ed in alcune isole dei Caraibi”, ha detto ancora Orlandi. “Siamo consapevoli che per il riconoscimento di un marchio e del suo valore ci vogliono tempi lunghi, ma riteniamo di aver posto le basi per un'annata molto positiva”.

Quanto al marchio Pera Italia, il Consorzio definisce positivo il riscontro da parte delle catene italiane ed europee sulla base di un piano di comunicazione e commercializzazione diverso “che ha suscitato l’interesse dei buyer”: “I mercati lontani non conoscevano la pera e sono rimasti colpiti ed interessati dal fatto che manterremo lo stesso approccio del kiwi puntando su qualità ed affiancamento in comunicazione”, ha concluso Orlandi.  

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