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giovedì 9 marzo 2017


IV e V gamma bio: il complesso mix tra emozione e servizio

Innovazione, salute e servizio: le parole chiavi del convegno "La IV e V gamma nel futuro del biologico" promosso da Canova e Almaverde Bio ieri a Bologna. Ad aprire i lavori, Paolo Pari, direttore marketing Canova, con una carrellata sui dati di mercato del biologico che nel 2016 ha raggiunto almeno una volta il 74% dei consumatori italiani, con una similare penetrazione proprio per i prodotti ortofrutticoli.

Riportando dati Nomisma ed Eurisko, il direttore ha invitato nuovamente a riflettere sui layout di negozio, tema che Almaverde Bio, tramite le sue isole e banchi assistiti con prodotti sfusi, sta promuovendo attivamente nella Gdo italiana. Attualmente le Isole a marchio sono cinque con vendita assistita e sette con la formula del libero servizio e nei prossimi mesi se ne apriranno  altri tre  a Roma, Terni e Pesaro.

L'assortimento biologico è stato inoltre tema di discussione, con il 95% di responsabili acquisto pronti ad affermare "Proverei nuovi prodotti bio". I fattori limitanti? Secondo le ricerche, in primis figura "l'alto costo", ma anche la difficoltà di reperimento a negozio rappresenta uno dei freni che non permettono alle incidenze bio italiane di raggiungere gli standard dei Paesi europei.

Servizio ed empatia: la sfida di ibridazione per la IV-V gamma Bio

Vegetariani, vegani, flexitariani, reducetariani, prodotti servizio e ready to eat: il reparto ortofrutta, come oggi concepito, non è più al passo con i tempi e deve cambiare per accogliere i macrotrend di consumo. "Partiamo dal nome, il reparto a base vegetale". Così Roberto Della Casa, docente di marketing dei prodotti agroalimentari dell'Università di Bologna e managing director Agroter, ha sintetizzato la sua apertura di intervento.

"In questo contesto, il biologico deve calibrare un'ibridazione tra i concetti bucolici del proprio marchio e la funzionalità nuda e cruda dei prodotti servizio di  IV e V gamma". Con una ricerca ad hoc per il convegno di Almaverde Bio, che verrà approfondita durante l'evento Think Fresh, Dentro il futuro, Della Casa ha poi illustrato i consumatori modali delle "buste di insalata" (35-54 anni, con figli, ad alto reddito familiare e con una laurea) e quelli delle zuppe fresche bio, in grande aumento negli ultimi anni (35-54, con figli). Queste ultime apprezzate specialmente dagli uomini.

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La vista del marchio Biologico su una "busta di insalata", agli occhi del responsabile acquisto, prima di tutto assicura la mancanza di sostanze estranee ("pesticidi"), oltre a garantire un maggior controllo sul prodotto. Il tema della sicurezza sia chimica che di corpi estranei rimane ancora un problema per la categoria, a dimostrarlo il fatto che circa il 50% degli utilizzatori rilava ancora l'insalata di IV gamma.

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Della Casa ha poi concluso l'intervento raccomandando al settore di IV-V gamma biologica, non tanto di concentrarsi sui consumatori esclusivisti, ma bensì sui bassi consumanti, "...questi prodotti sono infatti passati da nicchia a fenomeno di massa".

La crescita del gruppo Canova e la sua rete

Per il ventennale di Canova, società del gruppo Apofruit, il direttore generale Ernesto Fornari, ha presentato il proprio network italiano di prodotti biologici, il quale ha mosso nel 2016 un volume di oltre 40mila tonnellate e un fatturato di 81,5 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto all'anno precedente. Il network di Canova si compone di diverse piattaforme in Italia con Canova Longiano, Vivi Toscano a Firenze  e Vivi Romano e all'estero in Francia, Spagna ed Egitto. Fornari ha inoltre sottolineato l'impegno del gruppo relativamente alla garanzia di prodotto, riallacciandoci alla crucialità del tema esposto da Della Casa. Su questa onda, infine, la novità di quest'anno in casa Canova per lo stabilimento di Longiano è stato l'accreditamento del marchio Demeter per l'ortofrutta biodinamica.

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Da sinistra: Ernesto Fornari, Enrico Casadei, Paolo Pari, Ilenio Bastoni, Roberto della Casa

Tra le novità presentate da Enrico Casadei, responsabile IV gamma di Almaverde Bio, l'ampiamento delle ricettazioni di zuppe fresche, mercato boom del 2016, i burger vegetali con il 60% di verdura fresca e "Le artigianali", insalate pronte interamente realizzate a mano. Secondo Casadei, il mercato dei germogli avrebbe un grande potenziale, se solo si investisse per comunicare la miriade di qualità nutraceutiche di questi prodotti. 

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All'evento sono intervenuti anche i partner di Almaverde Bio per la IV e V gamma tra cui Sab Ortofrutta, Cof, Maisto, Sipo, Coltor, Terramore, Il Melazzurro, Vivo, Viva, Agribosco.

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Michele Dall'Olio
Senior Marketing Specialist
michele@italiafruit.net

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