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giovedì 23 marzo 2017


Guidi: le risorse ci sono, ma le nuove polizze non decollano

Il nuovo modello di sostegno delle polizze assicurative in agricoltura attraversa una "gravissima crisi", con valori assicurati (ancora provvisori) che nel 2016 sono scesi a 6,59 miliardi, con un calo dell'11,3% rispetto al 2015 e del 18% rispetto all'anno precedente. A lanciare l'allarme ieri, in una conferenza stampa a Roma, è stato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, che ha sottolineato come le perdite più consistenti abbiano interessato le produzioni vegetali: 851 milioni di valori assicurati in meno tra il 2015 e il 2016 (pari a -26%), soprattutto al Sud, che già presentava una scarsa diffusione di polizze.
All'origine del crollo, secondo l’Organizzazione degli imprenditori agricoli, la disaffezione degli agricoltori nei confronti di uno strumento assicurativo che dal 2015 si regge su aiuti comunitari (oltre 1,6 miliardi) attivabili attraverso il Programma di sviluppo rurale, ma anche della burocrazia prevista per ottenere i contributi.

Guidi, che tra pochi giorni lascerà la presidenza di Confagricoltura (l'assemblea elettiva è fissata per il 30 marzo, ndr), ha spiegato che in Italia "non si è riusciti a creare un modello assicurativo agevolmente fruibile. Burocrazia, errori gestionali e procedure informatiche ancora non definite per la compilazione dei Piani assicurativi individuali (Pai), ritardano l'erogazione dei contributi comunitari. E così si è aperta la nuova campagna assicurativa 2017, mentre si sta ancora provvedendo ai pagamenti alle aziende delle domande 2015. In questo modo, si mette in crisi pure il sistema dei Consorzi di difesa che anticipano i premi dei produttori".
Ma a questo si aggiunge "il problema del sistema di regole per calcolare le rese medie, che non permettono alle imprese di fare polizze con valori assicurati adeguati alle loro esigenze. Le imprese - ha continuato Guidi - spesso sono costrette a stipulare contratti assicurativi con valori troppo bassi rispetto alle loro potenzialità produttive; e così le polizze finiscono per perdere di interesse per i contraenti". A conferma della farraginosità del nuovo sistema assicurativo basato sul contributo agevolato (fino al 65% dei danni subiti, ndr), negli ultimi due anni è nel frattempo cresciuto del 30% il ricorso alla sottoscrizione con le compagnie assicurative di polizze cosiddette "Sarga" (o a mercato libero, non agevolate, ndr).

Due anni di continuo calo, dunque, frutto di una "disaffezione da parte degli agricoltori per un modello burocratico elefantiaco", ha spiegato Guidi aggiungendo: “Il sistema assicurativo in agricoltura va rivisto con urgenza, anche per non perdere le risorse comunitarie dello Sviluppo rurale (1,6 miliardi dal 2015 al 2020, messi a disposizione nel piano di sviluppo rurale nazionale) destinate all'Italia per la sottoscrizione delle polizze. Le nostre priorità – ha concluso Guidi - sono una riconsiderazione delle procedure del Pai, con l'obiettivo di una reale semplificazione e snellimento del processo; una ridefinizione del sistema del calcolo delle rese medie produttive delle imprese per arrivare a una certa flessibilità e, eventualmente, alla possibilità dell'applicazione di meccanismi basati su indici per aree produttive".

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