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mercoledì 29 marzo 2017


Univeg Italia cambia nome, sale il fatturato

Univeg trade Italia cambia nome, punta sul biologico e cresce. La società specializzata nell’import-export di frutta e verdura fresca con sede a Trevenzuolo (Verona) si è trasformata in Greenyard fresh Italy, in linea con le altre realtà del gruppo belga, a loro volta "ribattezzate": Greenyard Frozen, in passato Pinguin, per il surgelato; Greenyard Prepared, già Noliko, per lo scatolame; Greenyard Horticolture, in precedenza Peltracom, per i substrati di terriccio. L'obiettivo, dopo la recente quotazione in borsa della holding, è quello di presentare al mercato mondiale un'immagine unica delle diverse divisioni rivolte al mondo dell'ortofrutta. 

"Dal punto di vista sostanziale nulla cambia - spiega a Italiafruit News il direttore generale Roldano Calzolari - mentre la nostra società continua a svilupparsi: l'esercizio che si chiude domani, giovedì 30 marzo, vede un sensibile progresso del fatturato di Greenyard fresh, che si attesterà attorno ai 158 milioni di euro, circa sei milioni in più del precedente periodo di riferimento".


Roldano Calzolari

Sul fronte dell'export i prodotti commercializzati all'estero (pesche, nettarine, uva, ortaggi e, in misura contenuta, mele) sono per il 90% di provenienza italiana; la Germania resta saldamente il primo mercato di riferimento con un valore di 90 milioni di euro, davanti a Scandinavia (18 milioni), Medio Oriente (nove), Est Europa (sette), Sud America (cinque) e Nord Africa (due milioni). Sempre più importante il biologico: "Tra mercato tedesco, scandinavo ed Europa orientale è un comparto da 42 milioni di euro", sottolinea Calzolari.
L'import, invece, "fattura" complessivamente 25 milioni di euro; tra le referenze acquisite oltreconfine e destinate ai principali canali distributivi italiani non ci sono né banane né ananas. 



"L'inizio del 2017 - sottolinea Calzolari - si è caratterizzato per la modesta disponibilità di prodotto, con una penuria particolarmente significativa di ortaggi del Sud Italia, ma il nostro fatturato ne ha risentito poco in quanto il prezzo medio ha compensato i minori volumi. La situazione di queste referenze si è normalizzata, ma ora sono i quantitativi di pere e kiwi a risultare carenti rispetto allo scorso anno: anche in questo caso, però, le quotazioni compensano per cui non prevediamo sbalzi importanti in termini di fatturato".

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