venerdì 21 aprile 2017


Ecco come ridurre gli sprechi nel reparto ortofrutta

Da una delle più prestigiose scuole europee di management  – l'International Institute for Management Development (Imd) di Losanna (Svizzera) – arriva una soluzione per minimizzare gli scarti di ortofrutta nella grande distribuzione organizzata (Gdo).

I professori Ralf Seifert e Merve Kirci hanno coordinato un team di ricerca che ha lavorato sulla supply chain di Migros, insegna di riferimento nel panorama elvetico con un giro d'affari di circa 25 miliardi di euro e una quota di mercato del 20%. Un franco su 10 spesi in frutta e verdura in Svizzera è incassato da questa catena.

“Esaminando un database di circa 500mila osservazioni da tutti i supermercati della catena, abbiamo scoperto che gli scarti del fresco sono originati da tre principali driver: scorte in eccesso, varianza degli ordini, e lunghi lead time di consegna”, scrivono i due ricercatori in una pubblicazione recentemente pubblicata sul sito di Imd (“Digitalization, a fresh idea for the fruit and veg supply chain: Finding a digital solution to the food waste problem”) e rilanciato anche dal portale Digital4.

“Dall’analisi è emerso che la leva più efficace su cui agire è la riduzione delle scorte nel punto vendita. Una diminuzione delle scorte di 0,5 giorni comprime i costi degli scarti del 40%. Altri interventi vantaggiosi sono rendere la frequenza degli ordini dei negozi giornaliera e il dimezzamento della varianza dell’ordine: in entrambi i casi i costi degli scarti calano del 17%”.

Individuate le leve su cui agire, bisogna però mettere in pratica la strategia per ridurre gli sprechi. E questa passa dalla formazione degli addetti, ma soprattutto dall'adozione di soluzioni digitali di supply chain management. Sistemi che, secondo Seifert e Kirci, possono migliorare la gestione degli ordini e ottimizzare dinamicamente i livelli di scorte. Fondamentale è monitorare la fluttuazione della domanda direttamente nel punto vendita, con dati real time.

Passando agli aspetti logistici, i due esperti sottolineano che “la condivisione di dati e previsioni tra partner nelle supply chain del fresco aumenta la visibilità a livello dell’intera filiera, e quindi riduce i rischi di eccesso o insufficienza delle scorte”.

Infine per ridurre gli sprechi ortofrutticoli nella Gdo, bisognerebbe adottare il modello “first in, first out”, utile a ridurre il tempo medio di permanenza della scorta. “Nelle filiere della frutta e verdura le soluzioni digitali di supply chain management possono dare un forte contributo all’accuratezza della previsione della domanda e all’ottimizzazione della gestione delle scorte. Tuttavia questi risultati non sono facili da ottenere per la grande complessità di questo mercato, legata tra l’altro ad altissima obsolescenza, volatilità dei prezzi, frammentazione dei produttori e varianza dei driver di valore da un segmento all’altro. Prima di implementare queste soluzioni quindi – concludono Ralf Seifert e Merve Kirci - è vitale sentire il parere di tutte le principali categorie di operatori nella propria supply chain e fare accurate valutazioni del loro possibile impatto di business”.

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