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mercoledì 26 aprile 2017


La sfida di nuovi metodi di coltivazione e di packaging

È stata pubblicata online la seconda parte del Report “Commercio Ortofrutticolo 2025”, realizzato dall’Istituto svizzero Gottlieb Duttweiler (clicca qui per leggere la prima parte) per Fruit Logistica 2017.
L’incremento della popolazione (9,7 miliardi entro il 2050), città sempre più grandi, sensibilità crescente ai temi della salute: sono solo alcune delle sfide che l’agricoltura del futuro dovrà affrontare. Per superarle, si dovranno modificare i tradizionali metodi di coltivazione. Così, big data, precision farming, vertical farming, automazione in agricoltura diventano imprescindibili e per questo il Report ha descritto le nuove tecniche chiarendone opportunità e rischi.

Industria 4.0: internet delle cose, big data e agricoltura di precisione
I settori del commercio al dettaglio e dell'alimentare hanno già utilizzato i big data per comprendere azioni e comportamenti dei clienti. Nel caso dell'agricoltura, non si tratta tanto di raccogliere, quanto di generare informazioni sui fattori che potrebbero influenzare la produzione agricola. L’agricoltura di precisione, ad esempio, prende in considerazione le variazioni nel terreno o nel microclima di una specifica area di coltivazione per ottimizzarne le rese, regolando i quantitativi di sementi o di fertilizzanti e contribuendo, così, a ridurre l'applicazione di sostanze chimiche.
I big data possono anche provenire da stazioni meteo e satelliti consentendo, per esempio, la previsione delle malattie delle colture. Va anche detto che spesso non sono considerate le circostanze impreviste, quali i cambiamenti climatici.



Vertical farming: la rivoluzione verde a più piani
L'agricoltura verticale potrebbe rappresentare il futuro dell'agricoltura. Le aziende verticali aumentano la resa per metro quadrato, riducendo significativamente il consumo di risorse mediante il funzionamento delle serre a ciclo chiuso. Grazie all'ambiente controllato, frutta e verdura possono essere prodotte durante tutto l'anno e, poiché le piante non sono soggette ad agenti esterni, non si rischiano vuoti di produzione. E’ anche vero, però, che gli input necessari per l'illuminazione artificiale, l'irrigazione e altre attività operative potrebbero annullare gli altri vantaggi.
Tra gli esempi riportati dall’Istituto svizzero, la Sky Greens di Singapore, la prima azienda verticale al mondo aperta al pubblico. Poi, Infarm (indoor urban farming) che progetta e realizza aziende agricole verticali in vari formati utilizzati sia da famiglie, che da ristoranti, alberghi e supermercati. Nel Giardino di Nemo si coltiva dentro piccole biosfere sottomarine. La condensa dell'acqua di mare è utilizzata per l'irrigazione, mentre le temperature costanti, le grandi quantità di luce solare e l'assenza di parassiti creano un clima ottimale.

L’automazione in agricoltura
Le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui il cibo è e sarà prodotto. Basta pensare ai robot specializzati nella raccolta, ai macchinari agricoli ad alta precisione, al monitoraggio del suolo e delle piante con sensori nel suolo: negli ultimi decenni l'agricoltura ha subito cambiamenti fondamentali.
L’analisi dei big data aiuta a stimare le quantità necessarie di specifici prodotti, facilitando l’ottimizzazione della produzione e riducendo i rifiuti alimentari.
I rischi? Se si enfatizzano troppo l'origine naturale della frutta o l'esperienza dei frutticoltori, l'immagine dell'agricoltura basata sulla tecnologia può essere difficilmente allineata alle aspettative emotive dei consumatori.
Tra gli esempi portati dallo studio: Openag.media.mit.edu/hardware, una piattaforma tecnologica nella quale i sistemi robotizzati sono impiegati in camere specializzate per monitorare il clima, l'energia e la crescita delle piante; Farmbot.io, un robot agricolo completamente automatizzato in grado di piantare e irrigare, il cui software è gratuito al 100%, permettendo a chiunque di beneficiarne; Phytl Signs che, contrariamente ad altri sistemi che controllano il suolo e la radiazione solare, elabora direttamente i segnali delle pianta e informa l'utente sul livello di stress dovuto a qualsiasi malattia.



Google & co: nuovi player in azione
Le grandi aziende tecnologiche, anche prive di esperienza in agricoltura, sono all'avanguardia grazie al proprio know-how. Una volta ottenuta una posizione nel settore alimentare, saranno in grado di diversificarsi, occupando spazi liberi e diventando un esempio in termini di sostenibilità con un conseguente effetto positivo sulla loro immagine.
Lo sviluppo tecnologico è accelerato e l'intero settore diventa più efficace a seguito di una maggiore concorrenza da parte di nuovi operatori. Potrebbero sorgere problemi solo se le aziende come Google cercassero di tenere per se stesse le tecnologie appena sviluppate, proteggendole tramite brevetti.
Lo stato dell'arte? Google produce verdure fresche in ex container utilizzando la Leafy Green Machine di Freight Farms, mentre Philips nel suo centro di Eindhoven sta studiando l'illuminazione ottimale e i climi idonei per ottimizzare la coltivazione protetta.

Imballaggi: smart, personalizzati e più sostenibili
Negli ultimi anni le richieste dei consumatori in termini di convenienza, insieme alle esigenze dell'industria per una logistica più attenta alla freschezza dei prodotti ortofrutticoli, hanno portato a un aumento degli imballaggi in plastica. In Germania il riciclaggio delle materie plastiche ha visto un enorme aumento: dall'11,6% del 1991 al 99,5% nel 2014 ma, in ogni caso, dal 1991 al 1994 il volume dei rifiuti di plastica è quasi raddoppiato.
I rivenditori come "Original Unverpackt", che evitano qualsiasi forma di imballaggio, hanno certamente il loro impatto. La confezione in plastica convenzionale non è più in voga e sono allo studio materiali naturali, biodegradabili che possono estendere la freschezza. La tecnologia intelligente, poi, può consentire all'imballaggio di rispondere al suo contenuto specifico, ad esempio adattando la data di acquisto e la freschezza del prodotto.

Il Report, però, evidenza anche come i nuovi concetti di packaging siano più costosi di quelli tradizionali, contribuendo a mettere pressione su un settore già caratterizzato da bassi margini. Tra le novità segnalate, Gropak è un tipo di confezionamento che consente ai prodotti freschi di continuare a crescere sia durante il trasporto che nel negozio; Original Unverpackt, invece, è un concept di supermercati che evita l'uso di confezioni unidirezionali; Bump Mark è un'etichetta di freschezza bioreattiva: la struttura dell'adesivo cambia in base alla freschezza.

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