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venerdì 26 maggio 2017


Mense bio certificate, svolta del Governo

Quarantaquattro milioni di euro per migliorare l'alimentazione degli studenti e dei bambini. E' quanto mette a disposizione un emendamento del Governo alla manovra economica che istituisce per la prima volta mense scolastiche biologiche certificate, con l'obiettivo di favorire la diffusione e il consumo di produzioni bio. Il fondo sarà gestito dal Mipaaf per ridurre i costi a carico degli studenti e realizzare iniziative di informazione e promozione nelle scuole. Le strutture scolastiche che intendono attivare il servizio di mensa biologica dovranno inserire le percentuali minime di utilizzo di prodotti bio, dei requisiti e delle specifiche tecniche fissate dal Ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) insieme al ministero dell'Istruzione (Miur).

"L'Italia - commenta il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, promotore della norma in accordo con i colleghi di Istruzione e Salute Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin e con il sottosegretario Maria Elena Boschi - è leader del settore biologico in Europa, con più 60mila operatori e 1,5 milioni di ettari coltivati. Con questo provvedimento dimostriamo ancora una volta di essere all'avanguardia e di rappresentare un laboratorio di buone pratiche da condividere a livello internazionale. Ora, naturalmente, ci prepariamo ad avviare la fase applicativa, che è anche quella più importante. Lavoreremo con la stessa passione di sempre".

Per Martina, "l'attivazione della certificazione delle mense biologiche renderà virtuoso tutto il sistema scolastico nazionale". Le scuole potranno ad esempio presentare nelle loro offerta formativa il fatto di avere di una mensa certificata. "Anche questa sperimentazione - ha sottolineato il Ministro - nasce dall'idea di utilizzare tutti gli spazi possibili, e in particolare quelli legati al rapporto con il cibo e le produzioni di qualità, per costruire percorsi scolastici di educazione alimentare che siamo concreti, sul modello del programma Frutta e Verdura nelle Scuole, il quale rappresenta uno degli esempi virtuosi di come l'Unione Europa può starci accanto e lavorare con noi per sostenere le produzioni italiane di qualità territoriale. Raccontare ai bambini e ai ragazzi la qualità di un frutto o un ortaggio di stagione, il suo percorso, il suo territorio, è una delle espressione più belle ed educative che si possano attivare".

L'emendamento è stato accolto con entusiasmo da AssoBio (associazione che rappresenta le imprese di trasformazione e distribuzione italiane, ndr) e dalla federazione FederBio, che hanno espresso il loro apprezzamento sottolineando come la produzione di biologico è interesse nazionale per la promozione della salute e della sostenibilità.

"Il regolamento europeo - dichiara Roberto Zanoni, presidente di AssoBio - riconosce che la produzione biologica adotta le migliori pratiche ambientali, tutela la biodiversità e salvaguarda le risorse naturali, esplicando la funzione sociale di fornire beni pubblici che tutelano l'ambiente, il benessere degli animali e promuovono lo sviluppo rurale. Lo stesso testo unico sull'agricoltura biologica attualmente in discussione nel nostro Parlamento riconosce la produzione biologica come attività di interesse nazionale con funzione sociale e sancisce che lo Stato debba favorire e promuovere ogni iniziativa volta al suo sviluppo. Il bio è l'unico settore produttivo - sottolinea Zanoni - che può vantare tali riconoscimenti, cui ora, finalmente, si affiancano misure di promozione che ne rafforzeranno lo sviluppo".

"La manovra è in perfetto allineamento con le politiche europee e con quelle che le Camere stanno delineando in questi giorni - aggiunge Paolo Carnemolla, presidente di Federbio - La norma incentiva i Comuni a incrementare la presenza di prodotti biologici nelle mense, che dovranno essere certificate proprio come sono certificate e sottoposte al sistema di controllo europeo le 53mila aziende agricole biologiche italiane che coltivano nel rispetto dell'ambiente senza utilizzare nemmeno un grammo di concimi, erbicidi, insetticidi e anticrittogamici chimici di sintesi e le 7mila imprese che trasformano i loro prodotti di qualità senza coloranti, conservanti e altri inutili additivi, dimostrando ogni giorno come sia del tutto possibile l'alternativa di una produzione di vera qualità".

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