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giovedì 1 giugno 2017


«Prezzi bassi delle drupacee, lamentarsi non serve»

"Cerchiamo soluzioni per dare più valore alle nostre produzioni, invece di lamentarci: dobbiamo superare i limiti del sistema che, ormai è evidente, non sono congiunturali ma strutturali". E' l'appello di Marco Eleuteri, consigliere con delega alla funzione commerciale e marketing di Op Armonia, nel commentare il trend della campagna delle drupacee, complessivamente poco soddisfacente per gli operatori italiani. Eleuteri sprona il settore a rimboccarsi le maniche e a cambiare approccio: "Puntualmente e ormai da diversi anni, proprio alle drupacee va riconosciuto il ruolo di testimonial di eccellenza dell'inadeguatezza del sistema ortofrutticolo italiano", esordisce. "A queste referenze va anche riconosciuto il merito di essere stimolanti in un Paese di opinionisti come il nostro, visti i tanti commenti e le tante spiegazioni che noi operatori noiosamente, superficialmente e, soprattutto, inutilmente ci prodighiamo a fare sul perché le cose non vanno bene: troppo freddo, troppo caldo, la frutta non è buona, la gente non ha i soldi, è colpa della Spagna e chi più ne ha più ne metta". 

"La ricorrenza delle situazioni di crisi e le condizioni meteorologiche di quest'anno, particolarmente favorevoli sia per la produzione che per il consumo, rendono del tutto evidente che i limiti del sistema non sono congiunturali ma strutturali", incalza Eleuteri. "Quest'anno la frutta è mediamente molto buona - dalle nostre analisi mediamente 2 punti di grado brix in più rispetto al 2016, un'enormità - perché ha fatto freddo in inverno e la primavera fino ad ora è stata poco piovosa; inoltre la produzione nei più importanti areali produttivi meridionali è migliore e maggiore rispetto all'anno scorso. Non solo: il clima di questa seconda metà di maggio e quello atteso per i primi giorni di giugno è favorevole, piove poco e in tutto il Paese le temperature sono superiori alla media di periodo, il che dovrebbe favorire i consumi di frutta di stagione". 



Nonostante queste premesse, però, "il mercato è pesante e le quotazioni, a parità di periodo, sensibilmente più basse di quelle degli ultimi anni, con un malessere crescente tra gli operatori mediterranei di frutta estiva con nocciolo: se gli italiani piangono, gli spagnoli non ridono". 

"I tedeschi da una decina di giorni - annota Eleuteri - pagano 80-90 centesimi i cestini di nettarine di calibro C 0,80/0,90 e qualcosa meno le pesche: noi ci lamentiamo, ma continuiamo a produrre e offrir loro i prodotti; è colpa dei tedeschi o nostra? Il mercato non fa beneficenza. Ed è inutile lamentarsi".

Passando ad analizzare l'offerta di Armonia, il manager sottolinea che "per ciliegie, pesche, nettarine, albicocche, abbiamo da diversi anni avviato un processo di miglioramento qualitativo dell'offerta guidato primariamente dall'aspetto gustativo, intervenendo sia nella fase di produzione che in quelle di confezionamento e commercializzazione, utilizzando comunicazione e marketing per esaltare le caratteristiche gustative, piuttosto che la territorialità, la salubrità o le proprietà nutrizionali della frutta". 



"Un lavoro lento e difficile - lo definisce Eleuteri - perché i tempi dell'agricoltura sono tempi necessariamente  lunghi e perché sulla qualità intrinseca della frutta incidono tante variabili spesso ingovernabili, come quelle legate agli effetti climatici, Ma questo fa parte del gioco, e rispettandone le regole cerchiamo di fare del nostro meglio. Continuiamo ad investire molto sulla linea premium DolceFrutta con una proposta dinamica e innovativa, che cerca di rendere i prodotti molto appetibili al consumo esaltandone essenzialmente il gusto e facendo leva sulla capacità nutrizionale insita nei colori stessi del frutto messi in risalto dalla confezione stessa, puntando su bontà, bellezza, salute. Allo stesso tempo, cerchiamo di non disattendere la promessa che implicitamente facciamo al consumatore con le nostre confezioni, utilizzando solo frutta buona, bella, e salutare; la fidelizzazione di un numero crescente di consumatori è la riprova più evidente che stiamo andando nella giusta direzione". 



Tra le novità di quest'anno spicca l'albicocca, "frutto oggetto di un'innovazione varietale importante; abbiamo deciso di monitorare le zone produttive più vocate - Canosa e l'alta Puglia, il Metapontino, la piana di Sibari - e scegliere per la nostra DolceAlbicocca, a seconda del momento, la migliore varietà e la miglior area di produzione, utilizzando il vecchio sistema dell'assaggio sul campo e preservando il buon aspetto della frutta confezionando tutto il prodotto a mano, senza passaggio in macchina, vista l'estrema delicatezza: i risultati sono soddisfacenti e sono sicuro che possono ulteriormente migliorare". 



"Grandi passi in avanti - dice ancora Eleuteri - anche per DolceCiliegia, una linea che ci sta dando grande soddisfazione e di cui utilizziamo per l'80% la varietà Ferrovia coltivata in Puglia. Quest'anno oltre alla confezione da 350 e 500 grammi, abbiamo inserito una nuova referenza da 800 grammi, una declinazione del nostro Traditional fruit basket - la linea di cestini in cartone sviluppata in collaborazione con International Paper - che già dai primi test di vendita sta dimostrando un elevato apprezzamento da parte dei consumatori".

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