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martedì 22 agosto 2017


Mele e pere, tutti i dati Prognosfruit

Le stime di produzione per il 2017 prevedono uno dei raccolti di mele più bassi di sempre, in Europa, con 9.343.000 tonnellate e una diminuzione del 21%, rispetto al consuntivo dello scorso anno, che ha raggiunto quota 11.779.000 ton, ma anche rispetto alla media degli ultimi anni. In Italia, dove la perdita stimata è del 23%, la produzione sarebbe tra le più basse di sempre: 1.757.000 ton. E' quanto emerge dai dati presentati nelle scorse settimane a Prognosfruit, a Lleida in Spagna, secondo quanto riferito da Assomela, all'evento con una delegazione guidata da Alessandro Dalpiaz, come anticipato nell'edizione speciale di Italiafruit News di giovedì 10 agosto.
 
Co-organizzato da Wapa, Copa-Cogega e Afrucat, l'appuntamento di quest'anno era particolarmente atteso a fronte delle gelate che hanno colpito molti Paesi produttori il 20 ed il 21 di aprile e poi ancora il 10 e 11 maggio.

Per quanto riguarda le pere, secondo i dati diffusi dall'Oi Pera, elaborati da Cso Italy e presentati a Prognosfruit, l'annata 2017 a livello europeo si presenta con un'offerta complessiva lievemente inferiore (-1%) al 2016, posizionandosi al di sotto dell'8% alla media del triennio 2014-16. La produzione totale di pere stimata per l'Europa raggiungerà circa 2,148 milioni di tonnellate con importanti Paesi produttori che denotano un calo rispetto alla precedente stagione.

Mele, la situazione Paese per Paese 

La produzione di mele ha subito danni rilevanti, sia in termini di volume che di qualità e si prevedono riduzioni consistenti in tutti i Paesi "vocati": in Polonia si registra un calo del 29% che porterebbe la produzione a 2.870.000 ton, in Francia, con una diminuzione dell'8%, il raccolto non dovrebbe raggiungere quota 1.400.000 ton.

Tra i Paesi produttori maggiormente colpiti ci sono la Germania, con una perdita stimata del 46% e una previsione di produzione di 555mila ton, il Belgio e l'Olanda con un calo stimato della produzione rispettivamente del 68% e del 26%. Per il secondo anno consecutivo sono state duramente colpite l'Austria, dove la produzione prevista è ancora lontana dalla media degli anni precedenti, e la Slovenia, dove il raccolto è stato praticamente azzerato. Nella medesima area, invece, l'Ungheria sembra non aver subito conseguenze dalla grande ondata di gelo che ha colpito l'Europa, con una produzione superiore del 26% a quella della scorsa stagione, ma vicina al potenziale di questo Paese.

Conseguenze meno negative nel Sud dell'Europa, dove a parte la stima di aumento produttivo del 19% per il Portogallo, si registra il segno meno di Grecia (-10%) e Spagna (-4%).

Nel corso dell'estate le grandinate che hanno interessato alcune aree produttive hanno ulteriormente infierito su una produzione già in buona parte compromessa. I frutti di alcune varietà, stando a quanto emerge a Prognosfruit, potrebbero essere di calibro inferiore, ma anche presumibilmente di qualità più bassa per danni da ruggine legati al freddo ed agli eventi grandinigeni successivi.

In generale quindi la quota di mele destinate al consumo fresco sarà di circa il 20% inferiore a quella dello scorso anno e alla media degli anni precedenti.

In calo le principali varietà di mele

In Europa dovrebbero calare praticamente tutte le varietà, dalle tradizionali alle nuove: per la Golden Delicious ci si aspetta un calo del 18% con una produzione sotto i due milioni di ton, per la Red Delicious del 9% e per la Gala del 3%. Dovrebbero scendere anche Fuji del 2%, Granny Smith del 9% e Jonagold del 44%. Si stima un segno negativo anche per Cripps Pink (-2%), Braeburn (-28%) e nuove varietà con un -15%.

Uno sguardo alla situazione melicola italiana: Trentino -60%

Per l'Italia si prevede dunque una produzione in calo significativo rispetto a quella della scorsa stagione (-23%) e a quella media degli ultimi anni con un dato di 1.756.776 ton. Tutte le regioni italiane sono state colpite dalle gravi gelate della fine di aprile, nel momento in cui i meleti erano in piena fioritura. Il Trentino è sicuramente la zona produttiva più penalizzata: ci aspetta un calo superiore al 60%. Anche alcune aree dell'Alto Adige hanno subito danni con un calo produttivo del 7% rispetto alla scorsa stagione.
Infine, sia pur in misura inferiore e a macchia di leopardo, tutte le altre regioni produttrici italiane, dalla Valtellina al Piemonte passando per il Veneto ed il Friuli, con l'eccezione della sola Emilia Romagna, hanno subito danni rilevanti e per loro si prevede un calo produttivo generale del 17%.

Vista l'area geografica colpita dalle gelate, la varietà che subirà un pesante calo della produzione sarà certamente la Golden Delicious, per la quale si stima una riduzione di almeno il 36%. Calano praticamente tutte le varietà e tra le tradizionali quelle per le quali si prevedono riduzioni di produzione importanti sono Red Delicious (-20%), Gala e Granny Smith (-14%), Braeburn (-16%) e Renetta del Canada (-80%). Perdite inferiori sono invece attese per Cripps Pink (-10%) e Fuji (-5%). Scendono di poco (-6%) tutte le cosiddette "altre varietà" che comprendono anche le varietà nuove e club.

Assomela: fondamentale calibrare i programmi di vendita

Forse mai come quest'anno i dati presentati durante il Prognosfruit sono in grado di darci un quadro di riferimento così chiaro e definito per la stagione entrante, sottolinea Assomela.
È presumibile che, vista la disponibilità inferiore di prodotto, i prezzi saliranno rispetto a quelli delle non entusiasmanti stagioni precedenti, ma gli operatori dovranno lavorare accuratamente per gestire il prodotto nel migliore dei modi e garantire una fornitura quanto più regolare possibile. Sarà importante calibrare i programmi di vendita in maniera da non generare aspettative di prezzo eccessive e controllare la qualità del prodotto destinato al mercato fresco.

Vista la mancanza di prodotto in Europa, è probabile che le vendite dei produttori Ue si concentreranno più sul continente e meno verso i paesi terzi. Potrebbero riprendere vigore nel finale di stagione le importazioni dai paesi dell'Emisfero Sud, a livelli molto bassi negli ultimi anni, sebbene il tasso di cambio non sia particolarmente favorevole per gli operatori dei paesi terzi. L'organizzazione del settore, conclude Assomela, in questa stagione più che mai, dovrà dare prova di sapersi muovere in un mercato dai contorni particolarmente incerti, gestendo al meglio il prodotto e le risorse a propria disposizione. Buone prospettive sono segnalate per il prodotto da industria, da considerare per evitare la vendita di frutti di bassa qualità sul mercato del "fresco".

Pere, le stime europee

Sul fronte delle pere, secondo i dati dell'Oi Pera, importanti Paesi produttori prevedono un calo rispetto alla precedente stagione. Il Belgio con circa 300mila tonnellate, scende del 7% e si mantiene sotto il 15% rispetto alla media del triennio precedente; l'Olanda con 307mila tonnellate, scende del 18% sul 2016 e del 14% sulla media degli anni più recenti. Stabile, invece, la Spagna rispetto allo scorso anno con circa 312mila tonnellate, che rappresentano insieme ai volumi del 2016, il livello più basso degli ultimi anni.

Solo l'Italia e il Portogallo segnano un incremento delle produzioni previste, dovuto anche alla scarsità delle produzioni del 2016.

Il nostro Paese, con circa 719mila tonnellate, segna un +5% sul 2016, rimanendo comunque prossima ai valori medi del periodo 2014-16. Il Portogallo con un'offerta prevista di 186mila tonnellate, cresce del 65% sul 2016, ma in questo caso è necessario sottolineare l'annata fortemente negativa dello scorso anno. Il quantitativo preventivato non rappresenta comunque il potenziale massimo di questo Paese in grado di superare le 200mila tonnellate.

Sul piano varietale, a livello europeo Conference presenterà un decremento produttivo del -7% sul 2016, William è attesa sul -5% rispetto al 2016, mentre Abate Fetel è stimata in crescita del 12% rispetto ai bassi quantitativi dello scorso anno.

Analizzando più nel dettaglio le previsioni relative all'Italia tutte le principali varietà mostrano segni positivi se confrontati con l'anno precedente: Abate +12%, Kaiser +3%, Decana +11%, Santa Maria +15%. Fanno eccezione solo William (-5%) e Conference (-2%).

Oi Pera: ottima qualità delle produzioni

"Siamo di fronte ad un'annata - dichiara Gianni Amidei, presidente dell'Oi Pera - di sostanziale stabilità produttiva con dati che si attestano intorno alla media degli ultimi tre anni. In Emilia Romagna - prosegue Amidei - che rappresenta la regione leader europea, con circa 486mila tonnellate, il livello produttivo sale del 6% sul 2016 ma si pone perfettamente in linea alla media degli ultimi anni. Le rese appaiono superiori allo scorso anno per tutte le varietà, mentre in termini di superfici si nota una stabilità per Abate, William, Santa Maria, Max Red Bartlett, e si registrano ancora cali per Kaiser, Decana e Conference".

"A fronte di una produzione stabile - aggiunge Amidei - prevediamo un'ottima qualità delle produzioni grazie all'andamento climatico particolarmente caldo e soleggiato pur registrando calibri non elevati a causa della siccità estiva. Le prospettive sono positive e ritengo possano trovare le condizioni idonee per un'ottima remunerazione del prodotto".

Copyright 2017 Italiafruit News


a cura della Redazione

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