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lunedì 28 agosto 2017


Il biologico cileno «tira» in Europa e Stati Uniti

Mirtillo, mela, kiwi, lampone e cranberry: sono questi i prodotti coltivati secondo metodi di produzione biologica che il Cile esporta maggiormente nel mondo. Da gennaio a giugno 2017, stando ai dati resi noti dall'Asoex - l'associazione degli esportatori cileni di frutta - le spedizioni hanno raggiunto prevalentemente due macro-mercati: in primis, gli Stati Uniti, che hanno rappresentato una quota del 76% sul totale delle esportazioni di ortofrutta fresca, e l'Europa che ha pesato invece per il 21%. Nel complesso, i volumi sono stati pari a 18.150 tonnellate.

I mirtilli e i lamponi biologici si consolidati negli ultimi cinque anni, mentre più recentemente spicca la performance "spettacolare" dei cranberries bio: +983% delle esportazioni tra il 2015 e il 2016.

Tornando all'anno in corso, il settore cileno si mostra particolarmente soddisfatto per il commercio dei mirtilli bio. "L'export di questo prodotto - ha detto Andrés Armstrong, direttore esecutivo del Chilean Blueberry Committee - ha raggiunto le cinquemila tonnellate nel 2017 e prevediamo che continuerà a incrementare; la domanda è forte non solo negli Usa, ma anche nell'Unione Europea dove l'accordo di reciproco riconoscimento della certificazione biologica, siglato in aprile, ci garantirà un vantaggio competitivo in più rispetto ad altri Paesi esportatori".

Il Cile conta attualmente 223 imprese produttrici ed esportatrici di frutta e verdure bio, secondo i dati ProChile. "Qualsiasi esportatore cileno conforme alla certificazione biologica cilena può utilizzare il logo bio dell'Ue nel proprio imballaggio: siamo il primo Paese fuori dall'Ue ad essere stato riconosciuto in questo senso", ha sottolineato Christian Carvajal, direttore marketing di Asoex per l'Europa e l'Asia.

Grazie all'accordo con l'Ue, ha spiegato il presidente di Asoex Ronald Bown, "gli esportatori cileni possono avere la sicurezza che i prodotti siano sempre riconosciuti come biologici all'interno dell'Ue". Buone notizie sono giunte anche dall'Usa, che ha scelto il Cile come sito strategico per formare i funzionari dell'Usda sulle normative latino-americane di produzione biologica. "Questa decisione ci fa capire che stiamo diventando un punto di riferimento nel settore bio per la produzione e le esportazioni", ha concluso il presidente di Asoex.

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