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martedì 26 settembre 2017


Siccità nel Cuneese, i produttori protestano in Provincia

A Bruno Pellegrino, agricoltore della frazione Spinetta di Cuneo, era già sembrata catastrofica la siccità dell’estate 2003. "Quest’anno è stato peggio: il canale Vermenagna non era mai stato senz’acqua", dice scuotendo la testa davanti ai campi secchi di foraggio.  

Il corso d’acqua artificiale, che serve a irrigare 5000 ettari tra Cuneo e Boves, è una derivazione del torrente Gesso. Viene in parte alimentato (per emergenze irrigue) dalle riserve d’acqua delle dighe del Chiotas. Ora le sorgenti sono ai minimi, la diga non ha più acqua da dare e il corso del torrente scende sotto quello che la legge definisce "deflusso minimo vitale", cioè quel poco di acqua necessaria perché sopravviva con il suo ecosistema.

Di acqua ce n’è pochissima e finisce che si protesta, ci si contrappone, si litiga. Gli agricoltori ce l’hanno con le centraline idroelettriche, gli ambientalisti con gli agricoltori, i pescatori con tutti quanti. In mezzo la Provincia che vigila sull’applicazione del piano delle acque. E che, per questa zona, ha già concesso più di una deroga al rispetto del "deflusso minimo vitale" con il risultato che le associazioni ambientaliste e di pesca hanno scritto una lettera in cui segnalano la morte di tutti i pesci nella parte del Gesso all’altezza di Fontanelle.

L’altro giorno gli agricoltori di Cuneo e Boves si sono radunati davanti al palazzo della Provincia. Al centro della protesta proprio il canale Vermenagna. "Da otto giorni siamo senz’acqua – dice Pietro Marchisio che ha campi e serre a Spinetta - Finisce che non semineremo spinaci e insalata. Per non parlare delle fragole: ho una coltivazione fuori suolo con 12 mila piante costate 8000 euro, sono finite le riserve e se non le bagno per due giorni moriranno".  

Lo stesso sostiene Stefano Olivero di Boves. Le foglie delle sue piante di fagiolo sono ingiallite. "Troppo presto – lamenta – raccoglierli solo fra 20 giorni, non so se ce la faranno". I kiwi stanno peggio perché la siccità fa proliferare la batteriosi. Renato Giordano, di Spinetta mostra il canale asciutto: "E' chiaro che bisogna costruire degli invasi, anche piccoli. L’acqua va fermata a monte quando c’è".  

Nessuno parla più di pioggia. Nessuno ci spera. In Provincia un funzionario ha incontrato i presidenti di tre consorzi tra cui Franco Giulio Toselli che guida quello irriguo canali Naviglio e Vermenagna di Boves. "Siamo riusciti ad avere da 600 a 800 litri fino al 30 settembre – rassicura - L’ultimo giorno l’acqua sarà a disposizione senza orari e chi ne ha bisogno potrà riempire fosse e serbatoi di riserva".  

Fonte: La Stampa


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