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giovedì 28 settembre 2017


Mercato di Brescia, lievitano i prezzi di kiwi e mele

"Si sta per concludere un settembre senza infamia e senza lode, con l'ultima settimana del mese caratterizzata da una decisa contrazione delle vendite, fino al 30%, come accade oramai di regola durante tutto l'arco dell'anno". Questa, in estrema sintesi, l'analisi sull'andamento del mercato ortofrutticolo da parte di Lorenzo Ebranati, titolare dell'azienda Garda frutta, che da anni opera all'interno del mercato di Brescia.

"Nelle ultime sedute di mercato – afferma Ebranati – c'è stata una particolare richiesta per pesche e nettarine, favorita da temperature miti durante la giornata. Paradossalmente, per i produttori italiani ci sono quotazioni più interessanti ora rispetto all'estate, quando la concorrenza spagnola è stata veramente agguerrita con un prodotto di buona qualità a prezzi competitivi; prezzi interessanti anche per le susine, soprattutto se di qualità. A breve rimarrà solo l'Angeleno, per la quale si notano pezzature leggermente inferiori rispetto agli anni passati. Tuttavia, i rincari più sostenuti li ha registrati il kiwi: attualmente per il top di gamma di origine neozelandese, la vendita si assesta sui quattro euro il chilo, e molto probabilmente anche il prodotto italiano avrà quotazioni di tutto rispetto, se le stime produttive in calo saranno confermate".

Come era prevedibile anche il prezzo delle pomacee, mele in particolare, è sensibilmente lievitato. "La Golden trentina – spiega Ebranati – è l'articolo che ha subito i rincari più consistenti, anche del 30-40 %, rispetto all'anno scorso, così come la Gala Alto Atesina, mentre la Renetta del Canada è praticamente introvabile. La domanda di mele è in linea con la media del periodo, e fino ad ora non ci sono stati grossi problemi ad accontentare i clienti, mentre fra qualche mese, quando entreremo nel vivo della campagna, potrebbero verificarsi delle criticità. Viceversa, per le pere la situazione sembra nella norma, con un prodotto di buona qualità e prezzi leggermente più alti dell'anno scorso".

Infine, una battuta su due produzioni tipiche del Sud Italia: clementine ed uva da tavola. "Per quest'ultima, le quotazioni si sono leggermente abbassate negli ultimi giorni, a causa della sovrapposizione fra la produzione pugliese e quella siciliana e si spera in un miglioramento della qualità, che fino ad ora non è stata eccelsa; per quanto riguarda le clementine, da evidenziare l'inizio della campagna spagnola con la varietà Clemenrubi e quotazioni che toccano i due euro il chilo per il prodotto premium" conclude Ebranati.

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