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martedì 10 ottobre 2017


Mele italiane, anche Taiwan è più vicina

Dopo il Vietnam, Taiwan. Le mele italiane si avvicinano a un altro mercato del Sud est asiatico dalle buone potenzialità. Si è conclusa infatti venerdì scorso la visita di due ispettrici fitosanitarie taiwanesi in alcune delle principali aree produttive melicole italiane. E' il primo passo per giungere alla stesura e alla firma di un protocollo bilaterale attraverso cui creare un ulteriore sbocco in un'area strategica. Taiwan, con i suoi 23 milioni di abitanti, sottolinea un comunicato stampa di Cso Italy, è un mercato interessante e con buone opportunità per le mele italiane, sulla scia delle ottime performance del kiwi, esportato già da diversi anni nel Paese.

La visita ispettiva che si è sviluppata dal 2 al 6 ottobre ha coinvolto tre aziende campione: Rivoira Giovanni & Figli Spa, in Piemonte, e le organizzazioni di produttori Vip Val Venosta e Melinda in Trentino Alto Adige. Il tutto con il coordinamento di Assomela e Cso Italy, in sinergia con il ministero delle Politiche agricole e i Servizi fitosanitari delle regioni e delle province interessate.

Il volume di interscambio tra i due Paesi è notevole: l'Italia è al quinto posto nella Ue. E le potenzialità di sviluppo non mancano. Il mercato di Taiwan, del resto, è caratterizzato dalla grande attenzione verso i prodotti di alta qualità, per i quali, oltre al gusto, bisogna garantire sicurezza e tracciabilità anche a seguito della serie di scandali alimentari che hanno coinvolto Taiwan negli ultimi anni con ripercussioni non solo su produzione e scambi commerciali, ma anche sulla fiducia dei consumatori. 



La visita si è conclusa venerdì al Mipaaf con un serrato confronto guidato dal dirigente del Servizio fitosanitario nazionale Bruno Faraglia, che lascia ben sperare in una conclusione positiva per l'accesso al mercato di Taiwan in tempo utile per la stagione produttiva 2018. 
L'attività, come è accaduto per la visita degli ispettori vietnamiti due settimane fa, è stata realizzata con il sostegno dell'Ice.

"Le ispettrici in visita alle aziende melicole italiane - dichiara il direttore di Assomela Alessandro Dalpiaz - hanno potuto toccare con mano, dal campo al magazzino, il nostro modello produttivo che è uno dei più organizzati al mondo ed in grado di offrire mele di qualità garantendo il rispetto delle condizioni richieste da Taiwan per l'accesso al mercato".

"Il sistema mele italiano - dichiara Simona Rubbi, responsabile apertura nuovi mercati di Cso Italy - in termini di sicurezza, garanzie e tracciabilità va nella direzione richiesta da Taiwan; per questo confidiamo che le condizioni che le autorità taiwanesi imporranno per l'esportazione siano tali da permettere agli operatori italiani di lavorare senza eccessive complicazioni". 



Per il presidente di Fruitimprese Marco Salvi "con il permanere del blocco dell’export verso la Russia e l’instabilità politica di Nordafrica e Medio Oriente, è fondamentale recuperare in Europa ed entrare nei nuovi mercati emergenti per mantenere il trend positivo della crescita delle nostre esportazioni di ortofrutta". Bene, dunque - in attesa di consolidarsi in Cina -l'avvicinamento a Vietnam e Taiwan mentre, ampliando la visione  agli altri prodotti ortofrutticoli, “l'Italia non deve sottovalutare i mercati dell’Est Europa, dove numerose catene di supermercati hanno raggiunto standard paragonabili a quelli dell’Europa Occidentale; dovremmo inoltre recuperare in Svezia e in altri Paesi del Nord dove la concorrenza spagnola ci ha fatto arretrare nelle quote di mercato, soprattutto per quanto riguarda gli agrumi e gli ortaggi". 
Per il presidente di Fruitimprese occorre infine guardare anche oltre, "dal Canada per alcune nicchie, al Messico, che con i suoi 130 milioni di abitanti può diventare uno sbocco più interessante, fino al Brasile, nonostante la crisi economica che lo interessa”.


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