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venerdì 27 ottobre 2017


Censis: solo l'1% degli italiani sceglie il cibo unicamente in base al prezzo

Il prezzo è una variabile di scelta sempre meno considerata quando si tratta di acquistare prodotti alimentari. Lo sottolinea il Censis nella sua nuova ricerca "La filiera del cibo e le sue opportunità: impresa, lavoro, qualità della vita" che analizza i consumi alimentari, le preferenze di acquisto nonché il ruolo sociale odierno di cibo e agricoltura.

La studio evidenzia che oggi esiste una nuova centralità degli alimenti nella vita individuale e collettiva degli italiani, con il cibo che sta tornando in maniera prepotente al centro dell'attenzione dopo essere passato in secondo piano rispetto ad altri beni (abbigliamento, vacanze, ecc.) durante gli ultimi decenni.

Gli italiani, spiega l'Istituto di ricerca, stanno tornando a spendere per il cibo ma con giudizio. Dal 2013 al 2016, infatti, le spese alimentari e per la ristorazione sono cresciute del 3,3% a 227 miliardi di euro. E nella lista dei driver di scelta, il prezzo sta perdendo valore. Il 69,9% degli italiani, infatti, prende in considerazione solo fattori diversi dal prezzo, su tutti la trasparenza, l'impatto sulla salute e la sicurezza. Per il 27,1% del campione contano i prezzi e un altro fattore degli attributi appena indicati, mentre soltanto l'1,3% sceglie solamente in base i prezzi.

Negli ultimi anni, sottolinea il Censis, le aziende nazionali sono state in grado di rispondere al meglio alle aspettative di tracciabilità, genuinità, qualità e distintività richiesti dai consumatori. Questo successo trova ampio riscontro sul mercato visto che il 78,2% degli intervistati è pronto a pagare qualcosa in più per alimenti con ingredienti di produttori o fornitori locali italiani (il 38,5% almeno il 5% in più). Ma "italiano" è anche sinonimo di genuinità e qualità certificata dei prodotti, altro aspetto altamente apprezzato: infatti, il 78,5% del campione è disponibile a pagare di più per alimenti confezionati e realizzati con ingredienti certificati (il 34,8% almeno il 5% in più). Un ulteriore elemento significativo è la sicurezza alimentare, con il 77,3% degli italiani che si dichiara pronto a pagare di più per alimenti oggetto di controlli rigorosi sulla sicurezza e la qualità (il 38,4% almeno il 5% in più).

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