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martedì 7 novembre 2017


La robotica alla conquista dell'agricoltura

La robotica promette di conquistare l'agricoltura. Se oggi gli automi in campo sono pochi, in futuro nelle nostre aziende agricole vedremo con sempre maggiore frequenza robot, sensori e macchine in grado di guidarsi da sole. Di questo si è parlato durante una tavola rotonda con i big della meccanica agricola durante il World agri-tech innovation summit che si è tenuto a Londra. Un evento che ha raccolto aziende, startup, investitori e agricoltori e in cui si è parlato del futuro del settore primario.

Il segmento dell'automazione che è sicuramente più sviluppato è quello dei trattori a guida autonoma. Già oggi grazie al Gps e alle reti Rtk un mezzo è in grado di muoversi in campo senza bisogno di un operatore. Case IH ha già presentato al pubblico il suo mezzo senza cabina, ma per ragioni anche normative l'utilizzo di questi sistemi non è ancora permesso. In futuro tuttavia oltre che a guidarsi da sole le macchine prenderanno anche decisioni autonome sulla base dei sensori in campo e dei dati provenienti da provider terzi.

Al netto della normativa il freno alla diffusione di queste macchine è sicuramente il costo, che poche aziende agricole sono in grado di affrontare. "Ma anche la semplicità di utilizzo", spiega Abe Hughes, general manager di Trimble. "Se da un lato l'intelligenza artificiale sarà in grado di analizzare enormi quantità di dati, dall'altro agli agricoltori dovranno essere fornite interfacce semplici e intuitive con le quali interagire con le macchine. E la realtà virtuale potrebbe essere uno strumento efficace".

Tra le startup presenti all'evento c'era Agribot, una azienda polacca che ha messo a punto un trattore senza cabina pensato per muoversi autonomamente in vigna o nei frutteti e compatibile con tutte le attrezzature necessarie alle operazioni colturali. "Agribot è un robot agricolo che può essere programmato per eseguire molte operazioni, dal taglio dell'erba nell'interfila alla concimazione passando per l'applicazione di agrofarmaci", spiega ad AgroNotizie Dominik Swiatowy, ceo dell'azienda. "Agribot è dotato di cingoli per evitare eccessivi compattamenti del terreno e per operare in tutte le condizioni atmosferiche. Può lavorare 24 ore su 24 aumentando l'efficienza dell'azienda agricola ed evitando agli operatori lavori monotoni o potenzialmente pericolosi, come l'applicazione di agrofarmaci".

Se da un lato i robot possono sollevare l'agricoltore dallo svolgere operazioni pesanti, pericolose o ripetitive, dall'altro molti vedono minacciato il proprio lavoro. Eppure solo il 3% dei lavoratori nei Paesi occidentali è impiegato in agricoltura e secondo Thomas Engel, manager di John Deere, uno "dei problemi in futuro sarà trovare manodopera per le operazioni colturali che sia qualificata e ad un costo accettabile".

Inoltre i robot possono eseguire lavori che gli agricoltori non sono in grado di fare o fanno male. E' il caso di Cerescon, una ditta olandese che ha messo a punto una macchina per la selezione e raccolta automatica dell'asparago bianco. Un robot che riesce a individuare e valutare la qualità degli asparagi nel terreno e a raccoglierli senza danneggiarli, determinando un incremento del 15% delle rese e una riduzione dei costi del 50%.

Gli automi possono essere anche molto piccoli, come nel caso di Ecorobotix, un mini-robot alimentato ad energia solare, in grado di muoversi in maniera autonoma nei campi per il diserbo. Le malerbe vengono individuate e trattate in maniera mirata con erbicidi. In questo modo non solo si riduce fino al 95% l'utilizzo di prodotto, ma si evitano anche danni collaterali alle colture e l'immissione nell'ambiente di sostanze chimiche. Quella sviluppata da Ecorobotix è una soluzione simile a quella messa a punto dalla Blue river technology, azienda acquisita da John Deere per ben 305 milioni di dollari.

Il riconoscimento automatico delle infestanti e il loro trattamento mirato sta attirando l'attenzione di imprese e investitori, con le aziende della chimica già impegnate a mettere a punto formulati che possano essere spruzzati con precisione sulle piante. Ad immaginare un tipo diverso di diserbo è RootWave, che utilizza l'elettricità per "fulminare" le infestanti in campo. Un metodo efficace anche se i costi dell'intervento e l'effetto delle scariche sul microbiota del terreno sono ancora tutti da valutare.

Fonte foto: © zapp2photo - Fotolia 

Autore: Tommaso Cinquemani

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a cura di AgroNotizie

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