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Oscar Farinetti venerdì 10 novembre 2017


Fico, la nuova Mecca per il cibo italiano

Sotto i baffi c'è un sorriso che lo accompagna per tutta la giornata: Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly, prova anche a tenerlo nascosto, ma la soddisfazione di mostrare la sua nuova creatura – Fico Eataly World – alla stampa di mezzo mondo è davvero troppa per mettere un freno alle emozioni. E così sin dalla mattinata di ieri ha battuto in lungo e in largo l'ex mercato all'ingrosso di Bologna, trasformato nel giro di cinque anni nel parco agroalimentare più grande del mondo. Un'operazione che, sostiene l'imprenditore, nemmeno negli Stati Uniti si sarebbe riuscita a fare.

All'ingresso, davanti al muro della biodiversità firmato dalle mele di Melinda, incontra amici, produttori, imprenditori e a tutti spiega il senso Fico con la frase che ha fatto stampare a caratteri cubitali nel pannello al centro del muro: “In Europa ci sono più di 1200 varietà di mele... 1000 in Italia, 200 nel resto d'Europa... Per questo abbiamo fatto Fico”. E del perché ha scelto la mela come esempio della biodiversità - un concetto chiave del parco agroalimentare - Farinetti parlerà anche durante il lancio dello Speciale Frutta e Verdura che si terrà il 30 novembre al Teatro Manzoni di Milano.



“Di solito si narra il cibo partendo dalla fine, dagli chef, che ringrazio per il loro lavoro, sono un grande fan di tutte le trasmissioni tv che parlano di cibo - prosegue l'imprenditore - hanno avuto un ruolo fenomenale nel creare una coscienza civica sul mangiare. Qui a Fico, però, narriamo il cibo a partire dall'inizio, dall'agricoltura, dall'allevamento, dalle fabbriche contadine, dalla trasformazione delle materie prime... E poi andiamo a tavola, mettendo un po' di divertimento nel mezzo di questo percorso”.

Fico è grande, molto grande: 100mila metri quadrati dedicati alla biodiversità e all’arte della trasformazione del cibo italiano, progettati dall’architetto Thomas Bartoli. Due ettari di campi e stalle all’aria aperta, con 200 animali e duemila cultivar per raccontare la varietà e la bellezza dell’agricoltura e l’allevamento nazionali; otto ettari coperti con 40 fabbriche di alimentari in funzione; oltre 40 luoghi ristoro allestiti e animati, dai bar fino ai chioschi di cibo di strada ed ai ristoranti stellati; novemila metri quadrati di botteghe e mercato con il meglio dei prodotti e del design per la buona tavola; le aree dedicate allo sport, ai bimbi, alla lettura e ai servizi; le sei aule didattiche e le sei grandi “giostre” educative in funzione, per far sperimentare e conoscere i segreti del fuoco, della terra, del mare, degli animali, delle bevande e del futuro; il centro congressi modulabile da 50 a mille persone, con spazi per teatro e cinema... 


Dopo averlo inaugurato, il prossimo 15 novembre, la grande sfida sarà quello di riempirlo tutti i giorni. Alla giornata di presentazione era presente anche Joe Bastianich, volto noto della tv e socio in affari di Farinetti nell'avventura di Eataly negli Stati Uniti.

“Tutti mi hanno detto che è troppo grande. E adesso ci tocca portare a Bologna sei milioni di persone l'anno – ha detto Farinetti – L'altro ieri ero in stazione a Milano, l'hanno costruita nel 1930 e ai progettisti davano dei matti per aver fatto un edificio del genere: se i nostri bisnonni non avessero pensato in grande oggi non sarebbe adeguata. Dobbiamo rimetterci tutti a pensare in grande. Ora in Italia è venuto il momento di creare le infrastrutture per raddoppiare i flussi turistici, per raddoppiare le esportazioni agroalimentari, della moda, della meccanica di precisione, di tutti quei settori in cui noi italiani siamo un eccellenza”, ha sottolineato il fondatore di Eataly, che ha chiuso l'anteprima a pranzo con Vittorio Sgarbi e Gianna Nannini.



Un ottimismo che contagia, quello di Farinetti, e che ha convinto grandi imprese italiane ad aderire al progetto. L'ortofrutta c'è e ha sicuramente la possibilità di ritagliarsi ulteriori spazi all'interno di questo grande contenitore che racconta l'Italia del cibo.

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