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venerdì 24 novembre 2017


Cermac, tecnologie formato export

Consorzio di produttori di macchine, accessori e attrezzature per l'agricoltura, la zootecnia e l'agroindustria, negli ultimi due-tre anni Cermac è cresciuto con l’entrata di soci che hanno completato l’offerta grazie alle tecnologie per il campo. Nei prossimi mesi, poi, è prevista l’adesione di altre aziende di riferimento che copriranno anche il segmento del packaging.

“Le attività di quest’anno hanno riguardato tutti i continenti, con particolare riguardo per Sudamerica, Far East e Asia centrale – spiega a Italiafruit News il presidente Enrico Turoni – Un modo per consolidare l’importanza e la notorietà delle tecnologie italiane per il settore ortofrutticolo. Un po’ quello che stiamo facendo anche qui a Mac Fruit Attraction China, fiera che soprattutto nel primo giorno ci ha sorpreso per l’affluenza e la qualità dei visitatori. C’era, infatti, il timore che il moltiplicarsi di manifestazioni fieristiche in Cina portasse a un evento poco interessante, invece dopo due giorni possiamo dire che è riuscita e sia il prodotto finito, sia le tecnologie dal campo al post-raccolta sono ben rappresentati”.

Tr Turoni (che vende in 60 Paesi in tutti i i continenti) con alcuni dei suoi strumenti è sul mercato cinese da tempo, ma ora le richieste degli operatori si stanno alzando di livello. “Se prima era una domanda generica e poco informata – dice l’imprenditore forlivese - adesso nasce da esigenze specifiche e da una maggiore consapevolezza. Richiede pertanto risposte tecniche. Essendo un mercato con prezzi medio-alti sulla merce importata, anche il controllo è medio-alto”.

Marco Garavini, della direzione vendite Graziani Packaging, è in missione esplorativa. “Siamo presenti in 40 Paesi, dal Sudamerica all’Oceania, e qui in Cina siamo venuti per prendere contatti. Anche se le aspettative non erano elevate, nella prima giornata in particolare abbiamo incontrato operatori interessati più che in altre fiere. E molti anche grazie alla sinergia tra aziende espositrici italiane, perché chi aveva già contatti li ha condivisi. Parliamo di aziende cinesi che lavorano già con altre realtà italiane e che hanno manifestato interesse per la qualità . E, ottimizzando l’intero carico, i nostri angolari e reggette permettono di risparmiare tempo e denaro”.
Insomma, la Cina non era un obiettivo a breve termine, ma potrebbe diventarlo grazie ai contatti trovati a Mac Fruit Attraction China. Servono però interlocutori affidabili e, quindi, aziende e agenti che mettano in contatto con la distribuzione e consumatori finali, di grandi dimensioni, attratti anche dal brand Italia oltre che dalla qualità.

Per Mauro Masoni, responsabile estero della Rinieri, la Cina è un mercato da aprire: “A settembre abbiamo partecipato ad Asia Fruit Logistica e adesso siamo qui. Esportiamo in 60 Paesi del mondo e il 70% del nostro fatturato arriva dall’estero. Qui in Cina la maggior parte delle richieste riguarda macchine interfilari, per il controllo delle erbe infestanti tra le file, ma anche potatrici, cimatrici. Senz’altro c'è bisogno di una forte meccanizzazione agricola e, quindi, è fortissimo l’interesse per tutta la linea dei nostri prodotti. Le potenzialità sono enormi, va capito come affrontare il mercato”.

L’azienda Urbinati, uno dei nuovi soci di Cermac, è in Cina già da sei anni. Qui lavora con una rete abbastanza organizzata di rivenditori; i suoi clienti sono i vivaisti (che chiedono macchine per seminare e irrigare) e chi fa la quarta gamma, in particolare per le fasi di preparazione delle piantine a foglia. “Siam qui per consolidare i contatti – dice Alessandro Mazzacano, responsabile commerciale – Si tratta di un mercato interessante, che in futuro lo sarà ancora di più”.

“Qui ci sono molti produttori di pomodori e di lattughe – continua il manager – Gli ortaggi sono parte fondamentale dell’alimentazione cinese, con gli orticoltori che controllano aree molto estese, con livelli organizzativi superiori. La manifestazione di Shanghai sembra orientata più al mercato locale, alla provincia. Ma – conclude - la questione ora è come gestire il mercato e organizzarsi per dare continuità con una rete vendita e collaboratori seri, suddivisi per zone”.

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