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giovedì 7 dicembre 2017


Pesche e nettarine, quale futuro?

La presentazione alla stampa della nuova merendina Kinder Brioss alle pesche e nettarine di Romagna Igp - uniche produzioni certificate dall'Ue insieme alle pesche Igp di Bivona, Leonforte e Verona, ndr - è stata l'occasione per riprendere in mano il tema della crisi peschicola.

Come spiega il Cso Italy nel dossier di fine campagna consegnato ai giornalisti, le grandi crisi di mercato, dal 2000 ad oggi, si sono sempre verificate con produzioni peschicole prossime a 4 milioni di tonnellate in Europa. Così è stato anche quest'anno, quando, per la prima volta dal 2007, l'offerta europea ha superato la quota di 3,9 milioni ton, dopo un 2016 nel quale si era raggiunta la punta minima di quasi 3,4 milioni ton. Di queste 500mila ton incrementali, quasi 300mila sono state distribuite sul mercato dalla Grecia che ha aumentato le produzioni dalle 540mila ton delle annate 2015 e 2016 a quasi 830mila ton. Il Cso Italy, in ogni caso, tiene a sottolineare che il nostro Paese continua a scontare una eccessiva disaggregazione dell'offerta, soprattutto in alcune zone strategiche.

A livello nazionale, si evidenzia nello studio, nel 2017 la produzione totale di pesche, nettarine e percoche ha registrato un +8% rispetto al 2016, salendo a 1,36 milioni ton. Le nettarine con poco meno di 690mila ton hanno segnato un +5%, le pesche con circa 590mila ton hanno registrato un +10% sul 2016; mentre le percoche sono aumentate del 24% fino a 85mila ton. L'Emilia-Romagna, nel suo piccolo, ha contribuito con 276mila ton, pari al 20% della produzione nazionale, con un calo del 3% sul 2016. Cifre lontane dal 33% sui quantitativi nazionali del 2004, prima della crisi che ha investito il settore.

L'offerta italiana, nonostante l'incremento di circa 100mila ton rispetto all'anno precedente, si è comunque posizionata sotto la media degli ultimi anni, delineandosi così certamente non eccedentaria. Discorso opposto per la Spagna che ha raggiunto il record storico di 1,51 milioni ton, in crescita di circa 130mila ton (+9%) rispetto alle annate 2015 e 2016.

Infine, per quanto riguarda i flussi commerciali, da gennaio ad agosto 2017 l'Italia ha destinato nei mercati esteri 191mila ton di pesche, nettarine e percoche, pari a circa il 2% in più rispetto al 2016. Il valore generato, però, è sceso del 14% a 146 milioni di euro. Le importazioni nello stesso periodo ammontano a quasi 89mila ton (71mila solo dalla Spagna) e segnano una crescita a volume del 27%, per un valore di 77 milioni di euro.

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