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giovedì 14 dicembre 2017


Aperture domenicali dei negozi, si riaccende il dibattito

Aperture domenicali dei negozi, si riaccende il dibattito. Quello delle chiusure festive delle attività commerciali, piccole e grandi, potrebbe diventare uno dei tempi caldi delle elezioni politiche 2018. Nei giorni scorsi il candidato premier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, ha invitato il Senato ad approvare la proposta di legge secondo la quale i giorni di chiusura devono essere contrattati fra associazioni di categoria e Comuni, con la garanzia che resti aperto il 25% degli esercizi commerciali a rotazione.

"Le liberalizzazioni selvagge di Monti e dei decreti Bersani - ha sostenuto Di Maio - hanno fallito. Hanno solamente spalmato su sette giorni lo stesso incasso che i negozi facevano prima in sei. A fronte di nessun beneficio economico, le conseguenze sociali sono state disastrose. I negozi sempre aperti dal lunedì alla domenica senza rotazioni e senza possibilità di chiusura hanno massacrato le famiglie degli esercenti che non si riposano più”.

Ma per Federdistribuzione la liberalizzazione “rappresenta un fatto positivo per i consumatori e offre al commercio l’opportunità di assicurare un servizio più allineato ai nuovi bisogni e ai tempi di vita dei cittadini”.

Secondo Federdistribuzione il 65% dei consumatori si dichiara favorevole alle aperture domenicali e festive dei negozi, e “le maggiori giornate di apertura hanno consentito alle aziende distributive di distribuire più salari (400 milioni di euro  addizionali) e di assumere 4.200 persone; hanno inoltre contribuito a sostenere i consumi, che altrimenti sarebbero diminuiti in misura ancora superiore”.

“La proposta di legge pentastellata può rappresentare un primo passo anche se c'è il pericolo  che sia "una boutade elettorale”, ha affermato invece all'Adnkronos Donatella Prampolini, vicepresidente di  Confcommercio e presidente dei dettaglianti dell’alimentazione Fida della stessa confederazione.”Noi vogliamo che ci sia una pluralità distributiva che deve essere  perseguita anche mettendo tutti in condizioni di stare sul mercato. Una liberalizzazione totale, sfrenata, senza nessuna regola, non ha eguali nei Paesi sviluppati dell'Europa, perché nessun altro Paese ha liberalizzato 365 giorni di apertura, 24 ore su 24". 

In Senato giace da tempo un disegno di legge che propone, in sintesi, l'obbligo di chiusura dei negozi per almeno sei giorni fissi l'anno (o meglio 12, derogabili di sei, in cui sono compresi sia la domenica di Pasqua che il lunedì di Pasquetta). 

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