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venerdì 15 dicembre 2017


Export ortofrutticolo, trend positivo. Bene la frutta secca

Si consolida il trend positivo dell’export ortofrutticolo italiano. Nei primi nove mesi del 2017, secondo l’elaborazione di Fruitimprese su dati Istat, a fronte di un calo dei volumi esportati (-6,1%) si registra un sensibile incremento del loro valore (2,2%), grazie ai prezzi più alti spuntati sui mercati di destinazione. Il saldo commerciale attivo si attesta a 597 milioni di euro, con una previsione di fine anno vicina al miliardo di euro.

Complessivamente da gennaio a settembre le imprese italiane hanno esportato circa 3 milioni di tonnellate di prodotti per un valore di oltre 3,4 miliardi di euro. In calo il flusso di esportazione di ortaggi (-11,4%), agrumi (-20,2%) e frutta fresca (-4%) mentre cresce la frutta secca (12,3%). In termini di valore si è registrato un incremento per gli ortaggi (2,7%) e la frutta fresca (3,6%); in calo agrumi (-15%) e frutta secca (-0,2%).

Per quanto riguarda le importazioni l’Italia ha importato circa 2,7 milioni di tonnellate di ortofrutticoli per un valore di 2,8 miliardi di euro.
Tra i singoli comparti incremento in volume per frutta secca (6,7%), frutta tropicale (11,5%), ortaggi (1%), agrumi (41,6%) e frutta fresca (7,7%). In valore segno positivo per ortaggi (9%), frutta tropicale (7,3%), agrumi (16,3%) e frutta fresca (5%) mentre cala la frutta secca (6,1%).

In particolare sui positivi trend di mercato della frutta secca interviene il past president di Fruitimprese e numero uno del Gruppo Besana, Pino Calcagni. “Il positivo andamento dell’export nei primi nove mesi dell’anno in corso (+12,3%) si spiega con le buone opportunità di export per le nostre nocciole verso i mercati europei e internazionali; mentre i valori esportati sono in lievissimo calo (-0,2%) per il minor prezzo delle nocciole sgusciate rispetto ad un anno fa (-15%) e per i minori ricavi spuntati nel Regno Unito causa Brexit (-9%)”.

“Sul fronte import - prosegue Calcagni - l’aumento delle quantità (+6,7%) si lega al forte aumento dei consumi sul mercato nazionale, mentre il calo dei valori importati (-6,1%) si spiega con la forte riduzione dei prezzi medi internazionali di mandorle e nocciole (-12%). In sintesi guardando al 2018 si può dire che la frutta secca è entrata nei consumi quotidiani degli italiani: il mercato italiano si attesta su una capacità di 300mila tonnellate, un valore importante, mentre altrettanto importante è il valore dei consumi: tra i 900 milioni e il miliardo di euro”.

Fonte: Ufficio stampa Fruitimprese


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