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giovedì 21 dicembre 2017


Turatti, l'export vola all'85%

La recente candidatura della pelatrice e taglierina per il mango maturo al premio Flia 2018 (la seconda consecutiva e l’unica italiana) chiude un anno straordinario per Turatti.

“Anche a seguito della forte politica di investimenti attuata negli ultimi anni, l’innovazione è il motore trainante del nostro gruppo – dice a Italiafruit News Alessandro Turatti, presidente e Ceo Turatti North America - Consolidiamo la leadership nell’area delle soluzioni di processo per l’ortofrutta, in particolare nel settore del fresh-cut e del convenience. Con un’attenzione ai trend di mercato, talvolta creandoli, abbiamo sviluppato macchinari innovativi, come il modello Streamer, che produce spaghetti vegetali in centinaia di modelli nel mondo. Ma, sempre declinando il consumo di verdure in varie modalità, abbiamo realizzato macchinari per ottenere riso di cavolfiori e broccoli, sulla scia di nuovi prodotti vegan. E allargato la gamma di macchinari per la lavorazione della frutta e dei succhi”.

L’esperienza maturata nell’export (l’84,7% del fatturato, con vendite in 52 Paesi, e il dato è ancora provvisorio) posiziona Turatti come leader in termini di esportazione nel segmento alto del mercato. Grazie a 70 brevetti internazionali, le quattro divisioni del gruppo hanno infatti fornito soluzioni di processo a marchi di fama mondiale, quali Dole, Del Monte, Green Giant, Bonduelle, Danone, Simplot, Ca’del Bosco. “Gli acquirenti di Turatti - spiega l’imprenditore veneto – in tutto il mondo sono alla ricerca di un sofisticato hygienic design con componenti su misura, materiali di alta qualità e un occhio sempre attento all’automazione”.



Grazie alla collaborazione con l’Università di Davis e la partecipazione alla piattaforma Thrive AgTech (che collega le aziende agroalimentari d’avanguardia con il mondo di Wall Street e della Silicon Valley), Turatti North America, con sede a Salinas in California, è un’affermata realtà sul mercato statunitense e canadese.
“Le sinergie – osserva Turatti - portano a innovazioni tecnologiche dirompenti, incentrate sulla produzione di cibo più sostenibile, con alta efficienza e sicurezza alimentare. Il mondo dell’agroindustria statunitense è, infatti, alle prese con una serie di sfide che portano alla necessità di automatizzare gli impianti di processo a causa della scarsa manovalanza qualificata. Grazie a una divisione dedicata solo all’automazione e alla robotica, Turatti North America assiste i propri clienti nelle sfide legate a una sempre più stringente necessità di qualità e sicurezza alimentare”.

Dopo un paio di anni di incubazione nel 2017 è iniziata ad Hanoi, capitale del Vietnam, l’attività della Turatti Pacific, la più giovane delle filiali del gruppo orientata alla produzione e commercializzazione di macchine compatte per il mercato agroalimentare dell’intero Asean.
In un contesto della trasformazione agroalimentare ancora legato al lavoro manuale, la Turatti Pacific è riuscita a farsi riconoscere per il connubio tra alto livello ingegneristico (realizzato in Italia), eccellente qualità costruttiva (grazie al personale vietnamita formato in Italia) e competitività economica.

Per consolidare l'incessante espansione internazionale il gruppo veneto ha ampliato gli stabilimenti produttivi a Cavarzere (Venezia) e triplicato l’area amministrativo-tecnica, accresciuta per ospitare il maggior numero di ingegneri, tecnici e programmatori assunti negli ultimi mesi.

Copyright 2017 Italiafruit News


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