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venerdì 26 gennaio 2018


Dai vegani nuove opportunità per l'ortofrutta

Messa così potrebbe sembrare un paradosso in termini: la moda vegana opportunità per l'ortofrutta. Ma i trend del segmento, secondo il Rapporto VeganOk 2018, suggeriscono proprio questo: l'alimentazione vegana sta rapidamente tornando alle origini, un back to basic volto al recupero della tradizione gastronomica mediterranea, un ritorno al classico che riporta al centro frutta, verdura e legumi al posto di soia e altri prodotti più esotici.



“Le novità del 2018 – spiega Paola Cane, la curatrice del rapporto – potrebbero non essere soltanto nuovi ingredienti e nuovi prodotti, ma anche il ritorno ad un'alimentazione più classica, dai gusti più tradizionali. L'alimentazione 100% vegetale sta diventando il new normal anche per i consumatori che non hanno abbracciato la scelta di vita vegana. Finisce l'era dei prodotti dai nomi impronunciabili ed esotici: vegano non sono solo alimenti a base di soia cooptati dalle cucine orientali. Anche la caponata di verdure, la farinata, la ribollita toscana, il panforte, la pasta e ceci... sono vegan. Naturalmente e per tradizione. Zuppe, primi piatti, contorni, condimenti e preparati che recuperano la tradizione mediterranea, garantendo l'assenza di prodotti derivati dagli animali per un pubblico non solo vegan, ma molto più ampio. La tendenza – rimarca l'esperta – è quella di associare il claim vegan e vegetale anche a prodotti maturi, presenti sul mercato da sempre, 100% vegetali ma non appositamente formulati per i consumatori vegani”.



Tra i nuovi trend di consumo, l'Osservatorio VeganOk mette in luce lo “stem to root” (dalla radice al pistillo), cioè la tendenza a consumare vegetali riducendo gli sprechi, includendo il consumo delle parti che tradizionalmente erano considerate scarto e che invece non solo sono commestibili, ma spesso ricche di proprietà nutrizionali. “Considerando che circa il 25% della frutta e della verdura che acquistiamo diventa scarto nella fase di mondatura e pulitura dei prodotti – prosegue Cane – se il trend diventasse abitudine comporterebbe una consistente riduzione degli sprechi e avrebbe un impatto notevole sulle tasche delle famiglie italiani, valutabile in almeno 150 euro all'anno per ogni famiglia. Saranno vincenti i produttori che sapranno suggerire nuove modalità d'uso dei propri prodotti, insegnando ai consumatori a ridurre gli sprechi, utilizzando anche ciò che erroneamente abbiamo fino ad oggi considerato scarto”.



Sul segmento vegan, poi, continueranno a crescere i superfood, specialmente quelli biologici. “Un consumo virtuoso, teso a migliorare benessere e condizioni fisiche, che non può rivelarsi in alcun modo insidioso”, viene sottolineato nel rapporto. “Se il 2017 è stato l'anno del boom di avocado, zenzero e curcuma, e della crisi del kamut e dall'aglio nero – conclude Paola Cane – per il 2018 scommettiamo sul kale (o cavolo riccio) e sulla moringa”.



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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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