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martedì 13 febbraio 2018


Lotta agli sprechi, la ricetta di NaturaSì

Meno energia, meno fertilizzanti, meno inquinanti e meno acqua. La bioagricoltura, biologica e biodinamica, può ridurre già all’origine gli sprechi che caratterizzano la filiera alimentare convenzionale. Qualche esempio, l’agricoltura biologica locale e di piccola/media scala riduce di otto volte gli sprechi di risorse rispetto all’agricoltura convenzionale (7% contro il 55% dei sistemi di produzione e distribuzione industriali. Fonte Ispra). O il caso dell’agricoltura biodinamica in cui si risparmia il 55% dell’acqua rispetto al convenzionale perché viene trattenuta meglio nel suolo la risorsa idrica.

“Tra i valori aziendali - spiega Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì - quello della tutela ambientale è sicuramente ai primi posti perché da sempre sosteniamo i sistemi produttivi e di distribuzione a minor impatto ambientale. Lo spirito della Giornata della prevenzione allo spreco alimentare è in linea con l’impegno che da trent’anni mettiamo nella nostra impresa sostenendo circa 300 aziende agricole che adottano un modello agricolo e sociale che pone al centro la cura dell’ambiente naturale ed il risparmio di risorse. Lavoriamo avendo ben in mente che lo spreco alimentare si combatte fin dall’origine della produzione, dai campi allo scaffale, per questo è necessaria una nuova alleanza fra chi produce cibo, chi lo commercializza e chi lo consuma. Solo questa alleanza può rendere efficiente e trasparente tutta la filiera, essa deve basarsi su rapporti continuativi e di reciproca fiducia rinunciando ad un economia mordi e fuggi che rende il sistema inefficiente, costoso per l'ambiente ed alla lunga costoso per ogni singolo consumatore”.

Secondo i dati forniti dal ministero dell'Ambiente e dal progetto Reduce dell’Università di Bologna in vista della Giornata nazionale contro lo spreco Alimentare, ogni anno in Italia finiscono in pattumiera 2,2 milioni di tonnellate di cibo pari a 8,5 miliardi di euro. E secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) un terzo di tutti i prodotti alimentari a livello mondiale (1,3 miliardi di tonnellate edibili) vengono perduti o sprecati ogni anno lungo l’intera catena di approvvigionamento, per un valore di 750 miliardi di dollari. Se poi si pone l’accento sulle grandi quantità di acqua e di fertilizzanti impiegati nella
produzione del cibo con il sistema alimentare attuale emerge che lo spreco alimentare può essere considerato al pari dei maggiori produttori di gas serra con il 7% delle emissioni globali, terzo solo dietro Cina e Usa.

Fonte: Ufficio stampa NaturaSì


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