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martedì 27 febbraio 2018


Di qualità, sostenibile e sicuro: il cibo per i cittadini Ue

Secondo l’indagine dell’Eurobarometro realizzata a dicembre 2017 su oltre 28mila cittadini europei in 28 Stati membri, e pubblicata sabato scorso, poco più del 60% degli intervistati ritiene che la Politica agricola comune (Pac) porti benefici a tutti i cittadini e non solo agli agricoltori. Il 62%, poi, crede che “fornire cibo sano, sicuro e di buona qualità” sia la priorità assoluta della Pac, insieme a “proteggere l’ambiente e affrontare i cambiamenti climatici” (50%).



L’importanza della qualità nel settore agroalimentare viene alla ribalta quando i cittadini sono interrogati sulle questioni commerciali. La maggior parte degli intervistati ritiene che gli standard ambientali, di qualità e di sicurezza degli animali e delle piante - presenti tra le priorità dei cittadini, degli agricoltori e della stessa Pac - dovrebbero essere applicati anche al cibo importato. Circa l’87% degli intervistati ha dichiarato che le importazioni di qualsiasi origine dovrebbero essere autorizzate a entrare nell’Ue solo se conformi alle norme comunitarie, sentimento condiviso dalla maggioranza dei cittadini in 18 dei 28 paesi dell’Ue.
Per la maggioranza dei cittadini la protezione del mercato europeo da prodotti di qualità inferiore è una giustificazione sufficiente per le barriere commerciali nel settore agricolo. Tuttavia, se tali barriere fossero introdotte, la maggior parte degli intervistati ritiene che non dovrebbero essere applicate ai Paesi in via di sviluppo e che, anzi, l’Ue dovrebbe continuare a sostenere gli agricoltori e i produttori alimentari di tali paesi.
In generale, la maggior parte degli intervistati ha dichiarato che gli accordi commerciali tra l’Ue e altri paesi sono positivi per l’agricoltura e, anche, per loro in quanto consumatori.



L’importanza che la maggior parte dei cittadini attribuisce alla qualità del cibo prodotto in Europa si traduce in un fattore chiave per decidere cosa comprare. Oltre i tre quarti degli intervistati hanno affermato che la tradizione e il know-how locali, la conoscenza della specifica area geografica e un marchio di qualità sono stati importanti per aiutarli a decidere quali prodotti alimentari acquistare. In particolare, la tradizione locale ha una forte influenza in quasi tutti i paesi dell’Unione Europea.

Per quanto riguarda le etichette, oltre il 60% degli intervistati di ogni stato membro ha affermato che hanno avuto un ruolo importante nel decidere quali prodotti acquistare.
Eppure la consapevolezza dei consumatori sulle etichette resta incerta: la più conosciuta, ad esempio, è quella del commercio equo e solidale, mentre il logo biologico è l’etichetta Ue più riconosciuta con una percentuale del 27% (+ 4% dal 2015). La notorietà delle tre etichette di Indicazione geografica è inferiore al 20% in ciascun caso (18% per la Dop-Denominazione di origine protetta e Igp-Indicazione geografica protetta e 15% per Stg-Specialità tradizionali garantite).



Cittadini e agricoltori

Oltre due terzi (67%) degli intervistati hanno sentito parlare del sostegno finanziario che l’Ue offre agli agricoltori attraverso la Pac e il 45% ritiene che il livello di sostegno sia “giusto”.
Il 44% ha anche detto che nei prossimi dieci anni questo sostegno dovrebbe essere incrementato.
Circa l’88% degli intervistati ritiene importante il rafforzamento del ruolo degli agricoltori nella catena alimentare. Se analizzato a livello nazionale, il sondaggio mostra che in quasi la metà dell’Ue esiste un chiaro sostegno all’azione europea per garantire un tenore di vita equo agli agricoltori.

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