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martedì 27 marzo 2018


Pesche: «Contingentare la produzione Ue»

Contingentare le quote di produzione per i pescheti nell'Unione europea - come viene fatto per i vigneti - può essere una soluzione per dare un futuro al comparto peschicolo, in crisi strutturale dopo l'embargo russo del 2014.

"Oggi sarebbe necessario - dice Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutticolo dell'Alleanza delle cooperative - trovare una soluzione comunitaria per limitare le superfici peschicole nei Paesi dove sono incrementate a dismisura nel corso degli ultimi anni".

L'esempio più eclatante è quello spagnolo: "Nel giro di sei anni - evidenzia - le pesche piatte sono passate dall'essere una coltura di nicchia, che garantiva all'agricoltore iberico più di 1,5 euro il chilo, a una produzione di 600mila tonnellate nel 2017, pagata pochi centesimi di euro per chilo".



A causa di questa crescita incontrollata, l'anno scorso la peschicoltura spagnola ha vissuto una crisi ancora più drammatica di quella italiana. E' per questo motivo che il ministero dell'Agricoltura (Mapama) ha predisposto un piano nazionale per il miglioramento del settore della frutta estiva. Che, di fatto, introduce fin da subito liquidità per coprire i costi degli agricoltori a garanzia dei prestiti fino a 80 milioni di euro e agevolazioni fiscali a valere per l'esercizio 2017, oltre a misure per riequilibrare domanda e offerta e per migliorare l'organizzazione del settore.

Tuttavia, nei documenti ufficiali non c'è traccia delle sovvenzioni per l'estirpazione dei pescheti, auspicate e richieste da cooperative e associazioni agricole. Una brutta notizia anche per il nostro Paese, il cui Tavolo ortofrutticolo nazionale - dopo la prima riunione del 20 dicembre 2017 - è in fase di standby.

"Il Mapama - commenta Vernocchi - aveva anche la volontà di portare avanti un piano per l'estirpazione. Il problema è che avrebbero dovuto rinunciare a tutti i contributi europei per finanziarlo. L'insuccesso delle pesche piatte è comunque la dimostrazione che la Spagna non è un modello virtuoso, come spesso si sente dire. Ora bisognerebbe porre dei paletti, fissando delle quote di produzione a livello comunitario".

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