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giovedì 5 aprile 2018


Nel futuro di Monsanto anche le fragole dell'era Crispr

Secondo quanto riporta il sito statunitense di informazione Business Insider, Monsanto avrebbe investito 125 milioni di dollari in una start-up di editing genetico chiamata Pairwise per introdurre sul mercato alcuni prodotti agricoli realizzati con la tecnica Crispr-Cas9 (l'acronimo di clustered regularly interspaced short palindromic repeats, letteralmente brevi ripetizioni palindrome raggruppate e separate a intervalli regolari). Si tratta di una tecnologia che permette di correggere specifici tratti di Dna grazie a un “taglia e incolla” molecolare estremamente selettivo.

L'uso di questa tecnica - che nella modifica delle piante coltivate finora non ha sollevato particolari obiezioni o reazioni negative perché non introduce Dna esogeno - è applicabile alle colture estensive, come mais e soia, ma anche a mele e asparagi, per rendere più saporiti i frutti, aumentare la shelf-life e, addirittura, trasferire resistenze nei confronti di stress climatici, siccità o inondazioni.
La multinazionale ha fatto sapere che le fragole, più dolci e con una shelf-life più lunga, potrebbero essere tra i primi prodotti modificati con la tecnica Crispr ad arrivare sugli scaffali dei negozi, probabilmente nel giro di cinque, dieci anni al massimo.

La scelta potrebbe rivelarsi strategica per l'azienda anche perché, in caso di successo, aiuterebbe a superare la disinformazione che, per esempio, ha accompagnato precedenti strumenti di modifica genetica, quali gli Ogm.

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