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lunedì 16 aprile 2018


Albicocche, l'Emilia-Romagna valuta la calamità naturale

Gli organi tecnici della regione Emilia-Romagna sono pronti ad accertare la condizione di calamità naturale per i danni provocati dalle gelate di febbraio e marzo. Negli impianti di albicocche, infatti, i tempi sono ormai maturi per valutare le perdite. Così, nei prossimi giorni, le associazioni di categoria delle varie aree rurali, da Bologna a Forlì-Cesena, da Rimini a Ravenna, chiederanno ai servizi regionali di procedere con il monitoraggio dei danni sulle rese produttive annuali presso le singole aziende agricole.

"La verifica effettiva dei danni in campo è il passaggio cruciale dell'intera azione - dice Simona Caselli (in foto), assessore dell'Agricoltura della regione Emilia-Romagna - La soglia minima di danno per fare scattare l'erogazione dei risarcimenti è pari al 20% della reddività aziendale, come previsto dal Regolamento Omnibus".

Tra i territori più colpiti c'è la Valle del Santerno, nell'Imolese, dove si produce circa il 20% del raccolto totale di albicocche dell'Emilia-Romagna. Ma si attendono danni ingenti anche nelle aree di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Per una mappa dettagliata servirà qualche settimana.

"Una volta compiuta la valutazione di merito su tutto il territorio - aggiunge l'assessore regionale - ci muoveremo con le associazioni di categoria per valutare sia la possibilità di attivare gli interventi compensativi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale, sia altre forme di agevolazione come la sospensione dei pagamenti bancari, dei contributi previdenziali e il recupero degli interventi assicurativi, visto che le gelate sono state talmente precoci che gli agricoltori non avuto la possibilità di assicurarsi".

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