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giovedì 19 aprile 2018


Fragole, il barometro segna bel tempo

Offerta contenuta, temperature semi-estive nel Paese e in buona parte del Continente, Germania compresa: la fragola italiana guarda alla seconda metà di aprile con ottimismo e confida in un’accelerata di vendite e prezzi. L'area di alta pressione che si sta rafforzando sull’Europa Centrale dovrebbe incentivare i consumi del prodotto frutticolo primaverile per eccellenza regalando un assist all’export italiano che, complice la contenuta disponibilità di prodotto e una Spagna meno arrembante del solito, ha tutte le carte in regola per approfittarne.

“La richiesta di fragole sta aumentando e i prezzi tengono nonostante la concorrenza iberica che è presente ma non ha volumi sufficienti per soddisfare tutte le richieste”, dice il direttore commerciale di Apofruit Mirco Zanelli. “Al momento, nei Mercati all’ingrosso, Candonga è quotata attorno ai 3,30 euro mentre le varietà standard si aggirano tra i 2,50 e i 3 euro. Le previsioni di qui alla fine del mese sono buone: non ci saranno conferimenti eccezionali perché le piante, a differenza dell’analogo periodo dello scorso anno non sono in piena produzione, per cui riteniamo si potranno quanto meno mantenere i valori attuali e recuperare qualcosa se l’estero, come ci auguriamo, aumenterà le richieste”.

Del momento favorevole non potranno approfittare le primizie estive, in ritardo sul ruolino di marcia, proprio come le fragole, per le note vicissitudini climatiche: “Per l'ingresso in scena strutturato di albicocche e ciliegie bisognerà aspettare almeno il 10 maggio”, sottolinea Zanelli.



“Ad oggi - aggiunge Ilenio Bastoni, direttore generale di Apofruit Italia - i quantitativi di fragole raccolti sono stati decisamente inferiori a quelli dello scorso anno, soprattutto nelle zone produttive del Sud e la campagna, in termini di grammi per pianta, chiuderà in modo insoddisfacente, anche se con l’aumento delle temperature si potranno recuperare un po’ di volumi. Le quotazioni? Speriamo di assistere a un rialzo, le premesse ci sono”. 

Gianluca Bellini, responsabile commerciale di Apo Scaligera, tra i principali produttori di fragole del Veronese, è ottimista: “Le previsioni sono favorevoli, siamo in ritardo di 8-10 giorni rispetto al 2017 ma registriamo un aumento progressivo dei conferimenti e dalla fine della prossima settimana i volumi inizieranno a diventare significativi; entreremo nel clou nella prima quindicina di maggio”. 

“La qualità del prodotto veneto è elevata - aggiunge Bellini - mentre il principale competitor, la Spagna, ha dovuto fare i conti con temperature più basse della media che hanno rallentato la raccolta e inciso sulle caratteristiche organolettiche. Un ulteriore elemento di conforto ci arriva, sempre in chiave di produzione, dalle previsioni per maggio, mese che non dovrebbe essere troppo caldo: un bene per il corretto sviluppo dei frutti. In questo scenario, la domanda sta sensibilmente aumentando e ci sono tutti i presupposti per una campagna commerciale soddisfacente sul mercato interno e all’estero: Apo Scaligera esporta il 65% circa delle fragole in Germania, Austria e Svizzera. Ben venga il caldo, che crea i presupposti per un aumento della domanda”.

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