eventi
ASIA FRUIT LOGISTICA
Hong Kong
4-6 Settembre 2019
SANA 
Bologna
6-9 Settembre 2019 
HORTI CHINA
Quingdao
19-21 Settembre 2019
FRUIT ATTRACTION
Madrid
22-24 Ottobre 2019
FUTURPERA
Ferrara 
28-30 Novembre 2019
FRUIT LOGISTICA
Berlino
5-7 Febbraio 2020
MACFRUT 
Rimini
5-7 Maggio 2020
SIAL
Parigi 
18-22 Ottobre 2020 
INTERPOMA
Bolzano 
19-21 Novembre 2020

leggi tutto

mercoledì 9 maggio 2018


Minguzzi (Fruitimprese): l'Italia cambi rotta

"E' ormai di prossima attuazione il nuovo Regolamento europeo sulla privacy. Nessuna deroga, nessun rinvio. Dal 25 maggio scatta una sorta di "dentro o fuori", e per le aziende non a norma il rischio sanzionatorio sarà importante, dato che le multe previste arrivano fino al 4% del fatturato. L'arrivo del nuovo Regolamento segna uno spartiacque importante col passato. Subentra l'obbligo per le aziende di dimostrare la legittimità dei trattamenti dei dati personali e le obbliga ad adottare procedure molto più stringenti ed esplicite per assolvere all'onere probatorio". Lo ha detto Giancarlo Minguzzi, presidente di Fruitimprese Emilia-Romagna  e della Op Minguzzi Spa di Alfonsine (Ravenna), nella relazione all'assemblea annuale dei soci dell'associazione, svoltasi lunedì pomeriggio a Cesena. "I dati sono il petrolio del XXI secolo. E così, come il petrolio ha portato prosperità ma anche problemi, lo stesso stanno facendo i dati. Questi, infatti, sono diventati uno dei principali obiettivi della malavita. Una recente ricerca online di Norton Symantec rileva che la criminalità informatica è un fenomeno in espansione a livello planetario. La domanda da porsi - come è stato acutamente osservato nel recente Convegno organizzato da Fruitimprese nazionale - non è "a chi mai potranno interessare i miei dati?", ma "quanto interessano a me i miei dati?" , ha aggiunto Minguzzi.

L'assemblea ha approvato all'unanimità la relazione di Minguzzi e il bilancio dell'Associazione. A margine dell'assemblea si è svolto il convegno "Produzione italiana e Gdo: la filiera corta"  al quale ha partecipato Germano Fabiani, responsabile filiera ortofrutta Coop Italia.
Venendo al consuntivo dell'annata 2017, Minguzzi ha ricordato il contributo dell'ortofrutta al record dell'export nazionale, cresciuto nel decennio del 50%: "Con quasi 5 miliardi di export l'ortofrutta italiana ha raggiunto un record storico con la Germania  che assorbe quasi la metà della produzione (42%, +5,8%), la Francia il 14% del totale (+9,5%), mentre verso la Spagna l'export è cresciuto a doppia cifra (12,8%)".

Nel 2017 si è aggravata la situazione di difficoltà strutturale per l'ortofrutta. "Per un chilo di pesche, nel corso della passata campagna, agli agricoltori è stato liquidato un valore di 20-25 centesimi, mentre la media nazionale al consumo ha registrato una  forbice da 1,5 a 2,5 euro al chilo. Stesso discorso per le susine. Sono andate male anche le albicocche, che negli ultimi anni avevano garantito buoni prezzi. E' difficile cambiare rotta. Il problema è sempre quello. Manca, di fatto, una strategia di lungo termine per un settore che, con il vino, è una delle principali risorse dell'export agroalimentare italiano".

Il sistema Italia non funziona, ammette Minguzzi. "Il mercato europeo sarà comune, però, è un dato di fatto che il costo del lavoro, dell'energia e dei trasporti dei Paesi diretti concorrenti è più basso del nostro. Non per niente, ad esempio, riusciamo ad esportare solo il 30% della produzione di pesche e nettarine contro il 70% degli spagnoli. Il Paese non ha strategia, non ha programmazione, né un sistema logistico efficiente. Eppure, in questo scenario complicato, c'è ancora tanto spazio per gli imprenditori. Mi riferisco all'innovazione varietale, a quella tecnologica e alla collaborazione tra imprese. Abbiamo tra le nostre stesse fila esempi virtuosi di aggregazioni che si sono affermate sui mercati internazionali con nuove varietà o con la costituzione di consorzi di filiera. Vi sono anche nuovi mercati. Ad esempio, l'export agroalimentare italiano verso la Cina è cresciuto del 15%: l'Italia è il primo Paese europeo esportatore di frutta verso quel grande mercato, con il kiwi in vetta ai prodotti più richiesti, anche se i cinesi amano e consumano soprattutto le mele".

Quanto al prossimo futuro, continua Minguzzi, "in prospettiva emergono almeno due fattori che potrebbero giocare un ruolo importante nel favorirci. Da un lato, la lotta sui dazi commerciali tra Pechino e Washington, dall'altro le nuove rotte ferroviarie: in particolare, il nuovo collegamento tra Mortara (Pavia) e Chengdu (Sichuan), che renderà la Cina raggiungibile in 16-18 giorni (contro i circa 45 di navigazione) e toccherà Paesi a elevato potenziale di crescita".

E' anche in piena evoluzione il settore del biologico. "Nel corso della recente fiera francese di Medfel a Perpignan – spiega Minguzzi – è  emerso che circa il 70% dei francesi è un acquirente di prodotti biologici almeno una volta al mese. Di questi, la metà li consuma quotidianamente o settimanalmente. I dati rivelano un segmento di mercato in forte crescita, specie negli ultimi cinque anni, anche in funzione del differenziale di prezzo rispetto all'ortofrutta convenzionale che nel tempo si è praticamente eroso passando dal +30% del 2009 al +5% del 2017".

Va da sé che nulla può essere lasciato all'improvvisazione. "Il mercato – conclude Minguzzi - chiede imprese strutturate. A tale riguardo, grande rilievo assumono le modalità di approvvigionamento della Gdo, che richiedono di confrontarsi necessariamente con interlocutori organizzati, efficienti e affidabili. Per essere parte della catena di fornitura è necessario essere aziende rispettose delle norme che disciplinano i requisiti sociali e ambientali, la sicurezza alimentare, la salute e sicurezza dei lavoratori,  la trasparenza e l'anticorruzione, la gestione dell'energia, la sicurezza dei dati".

Fruitimprese Emilia Romagna, in un contesto difficile, si conferma - è la conclusione di Minguzzi - "prezioso punto di riferimento delle aziende per far fronte all'enorme mole di adempimenti amministrativi, legali e fiscali da cui sono state e sono oppresse. Un altro importante risultato a nostro merito è quello di essere riuscita negli anni a mantenere, pur dovendo fare i conti con inevitabili rivalità e irriducibili individualismi, legami e connessioni preziose tra le nostre imprese. Salvaguardando così realtà molto importanti per l'economia e il benessere del nostro territorio".

Fruitimprese Emilia Romagna è l'associazione  che riunisce le grandi imprese private commerciali dell'ortofrutta della regione per un fatturato di 900 milioni di euro/anno e il 60% di export.

Fonte: Fruitimprese Emilia Romagna


Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: