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venerdì 11 maggio 2018


Il Tardivo di Ciaculli in vetrina a Parma

Si fa presto a dire mandarino. Perché spesso dietro questo termine si celano molte varietà di agrumi che precisamente mandarino non sono. Ce n'è uno, invece, che mandarino lo è nel Dna: il tardivo di Ciaculli, già Presidio Slow Food e per il quale è in corso la pratica di riconoscimento Igp, ha caratteristiche uniche sia dal punto organolettico sia da quello territoriale, essendo coltivato sostanzialmente in quel che resta dell'antica Conca d'oro, a Palermo. Questa eccezionale specificità è stata al centro dei riflettori dello stand del Distretto Agrumi di Sicilia nell'ultimo giorno di Cibus, il Salone internazionale dell'alimentazione che si chiude oggi a Parma e che ha visto protagonisti tutti gli agrumi d'eccellenza siciliani, Dop, Igp e Bio.

Il Distretto Agrumi di Sicilia, infatti - in collaborazione con Consorzi di tutela (Arancia Rossa di Sicilia Igp, Limone di Siracusa Igp, Limone Interdonato Igp, Arancia di Ribera Dop, associazioni del Limone dell'Etna e Tardivo di Ciaculli, entrambe in attesa di riconoscimento, produzioni Biologiche) e singole aziende della filiera - ha voluto portare il meglio della produzione agrumicola siciliana alla ribalta nazionale e internazionale in una manifestazione con 80mila visitatori, per la gran parte operatori di settore e buyer.

"Si chiude un'esperienza eccezionale che ci ha permesso di fare conoscere le nostre produzioni a un pubblico attento e sempre più ampio - spiega Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia -. Sappiamo che gli agrumi siciliani hanno una qualità eccezionale, sono coltivati nel rispetto e con tutte le tutele verso il consumatore finale e presentano una biodiversità invidiabile, unica al mondo. Siamo venuti a "Cibus", su richiesta della nostra base associativa, per mostrare a operatori e mercati il "tesoro" di cui dispone la nostra Isola, consci che non possiamo forse essere estremamente competitivi sui costi, ma di certo possiamo essere vincenti sul piano della qualità. E' questa la nostra forza e non ci stancheremo mai di promuoverla. Cibus, inoltre - aggiunge Argentati - è stata anche un'occasione per affermare il principio che lavorare in sinergia premia e che la strada per far crescere il comparto è quella dell'aggregazione e del fare sistema, pur valorizzando le specificità di ciascuna produzione".

Ieri è stato il caso del mandarino Tardivo di Ciaculli, prodotto in una ristretta area del Comune di Palermo, da un attivo consorzio di produttori che ne preserva il territorio e ne esalta le grandi qualità organolettiche, sia per quanto riguarda il prodotto fresco sia per quello trasformato, tra marmellate e rosoli di grande pregio. "Il Consorzio è l'unico ente a tutela del presidio Slow Food del mandarino Tardivo di Ciaculli ed è l'unico a garantirvi rigidi controlli sul prodotto nel rispetto dello specifico disciplinare di produzione - spiega Giovanni D'Agati, presidente del Consorzio Il Tardivo di Ciaculli - Il nostro mandarino deve il suo nome sia alla borgata di Palermo in cui è stato scoperto sia al periodo di maturazione, posteriore rispetto alle varietà più comuni. Le sue origini sono assolutamente naturali, il forte aroma, il contenuto zuccherino, la buccia sottile, la presenza del seme, fanno del Tardivo di Ciaculli un mandarino unico e inconfondibile".

Fonte: ufficio stampa Distretto Agrumi di Sicilia


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