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lunedì 23 luglio 2018


Sos Cloropicrina, qualcosa si muove

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Luciano Cillis, ha presentato venerdì 20 luglio una interpellanza urgente al Governo e al ministro della Salute, Giulia Grillo, per evidenziare l'immediata necessità di consentire l'uso eccezionale del prodotto fitosanitario Tripicrin 2018, a base di Cloropicrina, nei terreni di fragole, pomodori, insalate ed erbe fresche.

“La preoccupazione dei produttori italiani - ha detto Cillis - in particolare dei fragolicoltori lucani e campani, si paventa con la mancata posa delle piantine di fragole, facendo così sfumare decine d’anni di perfezionamento della pratica colturale, ricerca varietale e placement riconoscitivo del consumatore. L’invasione del prodotto spagnolo - ha aggiunto - nella prossima stagione commerciale comporterà la cancellazione delle varietà italiane. Negli scorsi anni, il mancato interessamento da parte degli organi legislativi nella ricerca e nell’applicazione pratica di tecniche meccaniche, biologiche e sostenibili, ci costringe a essere dipendenti dall’utilizzo della Cloropicrina, criticabile dal punto di vista ambientale ma, purtroppo, attualmente necessaria ai fini colturali”.

Completa e puntuale la risposta del sottosegretario al ministero della Salute Armando Bartolazzi (Movimento 5 Stelle) che, dopo aver motivato la momentanea "bocciatura" alla sostanza attiva, ha rimarcato la disponibilità del suo Dicastero a ricevere, anche per via telematica, la documentazione necessaria per la tutela della salute e dell'ambiente, al fine di approvarne l'utilizzo in deroga per 120 giorni. 

"Nel caso in esame - ha detto Bartolazzi - il Servizio fitosanitario nazionale operante presso il Mipaaf ha espresso parere favorevole alle istanze di autorizzazione di prodotti fitosanitari a base di Cloropicrina, stante l'importanza e necessità di tali preparati per la disinfestazione adeguata dei terreni agricoli per le colture di fragole, ortive e floreali, anche alla luce dell'indisponibilità di mezzi alternativi. Va anche detto - ha proseguito - che la sostanza in questione ha già usufruito della forma di autorizzazione eccezionale per la campagna agricola del 2017; in tale occasione, tuttavia, è stato richiesto, insieme all'atto autorizzativo, il monitoraggio delle acque sotterranee nel periodo utilizzato, da inviare ai competenti uffici ministeriale entro tre mesi dalla fine dell'applicazione del prodotto. Ebbene - ha sottolineato il sottosegretario al ministero della Salute - devo fare presente che tale monitoraggio non è stato inviato e nemmeno presentato nella richiesta per la campagna 2018. La ditta produttrice del Tripicrin 2018, la Triagriberian, interpellata al riguardo, ha invece sostenuto che queste informazioni siano già presenti nel Draft Assessment Report. Si deve però precisare - ha evidenziato Bartolazzi - che tali dati non sono utilizzabili, in quanto risultano a supporto di una diversa domanda presentata per il riconoscimento della sostanza a livello comunitario e, pertanto, essi non sono idonei per l'autorizzazione nazionale in deroga, che necessita di dati di reale utilizzo in Italia".

Altri aspetti critici riguardano gli studi sui residui. Bartolazzi, a questo proposito, ha spiegato che il ministero dell'Ambiente ha trasmesso il 17 maggio scorso il parere relativo al prodotto Tripicrin 2018, segnalando che la Cloropicrina è molto tossica per la fauna selvatica, gli uccelli e gli organismi acquatici, così come specificato in etichetta. Il prodotto è stato autorizzato nel recente passato con la richiesta di effettuare un monitoraggio delle acque sotterranee in corrispondenza del periodo di utilizzo del prodotto. "Gli studi di monitoraggio avrebbero dovuto pervenire entro e non oltre i tre mesi dalla fine dell'applicazione - sottolinea il sottosegretario - Inoltre, nel Draft Assessment Report allegato, si riportano valori di concentrazione previsti o attesi nelle acque sotterranee superiori alla soglia di 0,1 microgrammi/litro, sia per la sostanza attiva che per il suo metabolita. Sulla base di tali elementi, dunque, il ministero dell'Ambiente ha concluso con il proprio parare negativo in merito alla richiesta di autorizzazione in parola. Il medesimo Dicastero ha peraltro successivamente ribadito tale posizione, poichè non sono stati successivamente presentati documenti utili ai fini di una diversa valutazione dell'istanza". 

Nella seduta del 12 giugno 2018, poi, la sezione consultiva Prodotti Fitosanitari del Comitato tecnico sanitario ha confermato l'esigenza di avere studi sui residui, come richiesto dall'Istituto superiore di Sanità, e dati certi sul monitoraggio delle acque sotterranee in corrispondenza del periodo di utilizzo della Cloropicrina. "La Sezione - ha sottolineato Bartolazzi - ha espresso parere non favorevole all'autorizzazione all'impiego della stessa per l'anno in corso", confermando la propria posizione anche in seguito alla valutazione delle controdeduzioni successivamente presentate dalla Triagriberia.

"A oggi - ha concluso Bartolazzi - restano irrisolte le problematiche in merito alla fissazione del limite massimo di residuo sulle colture e agli aspetti di contaminazione potenziale delle acque di falda. Voglio tuttavia concludere che, vista la rilevanza della questione, laddove pervengano a questo ministero ulteriori e significati elementi, non si ravvisa alcun motivo ostativo a un nuovo esame, con procedura telematica, da parte della Sezione Prodotti Fitosanitari del Comitato tecnico scientifico. Al riguardo, il Mipaaf ha segnalato che si sta attivando affinché le attività di monitoraggio richieste possano essere effettuate, almeno in parte, anche dai produttori agricoli, in modo da poter fornire tutti i dati necessari a integrazione di quelli della ditta produttrice".

Entro questa mattina, secondo le nostre informazioni, la Triagriberia provvederà a ottemperare alle richieste di integrazioni del Governo.

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