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martedì 7 agosto 2018


Mele, lo stato dell'arte sulle tecnologie post-raccolta

Venerdì 3 agosto 2018 si è tenuto, presso il Centro di Sperimentazione Laimburg, la nuova edizione del Convegno sul post-raccolta. In occasione dell’evento i ricercatori del Centro ed esperti esterni hanno fornito al pubblico presente le più recenti conoscenze acquisite per quanto concerne la conservazione della frutta. L’interesse è stato rivolto alla prevenzione di danni quali le necrosi della buccia, la rugginosità e il riscaldo comune. Sono stati inoltre presentati i primi risultati raccolti sulla conservazione di nuove varietà di melo. 

Il Centro Laimburg organizza l'evento con la supervisione dello specialista Angelo Zanella, responsabile dell’Istituto di agricoltura montana e tecnologie alimentari. Le tecniche di conservazione rappresentano un punto di forza per l’Alto Adige e hanno notevolmente contribuito al successo economico del mondo frutticolo altoatesino, come ha sottolineato il direttore del Centro Laimburg Michael Oberhuber aprendo la manifestazione. 

La scelta della data è caduta sul periodo immediatamente pre-raccolta nell’intento di riunire ricerca e prassi e di divulgare le nuove conoscenze acquisite. Per l’edizione di quest’anno, Angelo Zanella ha predisposto, con il suo team, un programma di ampio respiro le cui tematiche spaziavano dalle misure di prevenzione alla comparsa di diverse patologie di conservazione alle esperienze di conservazione di nuove varietà fino all’influenza dell’andamento meteorologico sulla qualità della frutta. 

Testata la serbevolezza di nuove varietà di melo
La serbevolezza è una delle caratteristiche più importanti per il buon successo commerciale di una varietà. Per questo, presso il Centro di sperimentazione Laimburg si procede a continui test di serbevolezza delle nuove varietà. L’aspetto fondamentale rimane comunque l’adeguamento dei parametri di conservazione nelle celle frigo e in atmosfera controllata alle esigenze delle singole varietà. Oswald Rossi del gruppo di lavoro "Conservazione e biologia del post-raccolta" ha confermato le buone caratteristiche di serbevolezza rilevate per le nuove varietà MC38-Crimson Snow®, SQ159-Natyra®, Shinano Gold-yello®, Bonita e CIVM49 (SK23). Per Bonita appare essere particolarmente importante il rispetto dell’ideale momento di raccolta; per la varietà SQ159-Natyra® è stata verificata la possibilità di protrarre a lungo il periodo di conservazione. 

Necrosi della buccia su mele conservate in Ac/Ulo
La necrosi della buccia è uno dei pochi danni fisiologici rilevabili al tatto. Il progetto Interreg-V "Entwicklung eines Software-gestützten Bestimmungssystems zur Reduzierung von Lagerschäden im Obstbau“, che vede coinvolto anche il Centro Laimburg, si occupa, tra le altre cose, di necrosi della buccia che compaiono in determinate condizioni di conservazione. Dirk Köpke (Istituto sperimentale di frutticoltura Esteburg di Jork) ha mostrato, sulla base di prove condotte con la varietà Elstar, l’importante influenza che fattori quali la temperatura del frutto al momento dell’ingresso in cella, la durata della pre-refrigerazione o la concentrazione della CO2 in cella, hanno sull’intensità dell’attacco. Secondo l’esperto, sarebbe possibile prevenire la comparsa dei sintomi esponendo i frutti a concentrazioni molto basse di CO2 per tre o quattro settimane. 

Prove contro la rugginosità
La rugginosità è provocata da alcuni microrganismi epifitici che colonizzano la buccia della mela, sulla quale si manifesta sotto forma di una copertura nera “rugginosa”. Gli organismi attaccano soltanto la parte esterna della buccia senza penetrare all‘interno. Soprattutto nel campo della frutticoltura biologica, però, la rugginosità rappresenta una seria problematica. Per questo motivo sono in atto ricerche interdisciplinari congiunte. 

Il gruppo di lavoro "Virologia e diagnostica" si occupa dell’identificazione micro e biomolecolare di questi gruppi di patogeni in Alto Adige. Il gruppo "Conservazione e biologia del post-raccolta" elabora invece tecnologie per inibire la diffusione della rugginosità durante la conservazione. “Una possibile strategia potrebbe consistere nel conservare i frutti in presenza di un basso grado di umidità, tenendo però presente la possibilità che si manifestino perdite di peso e di qualità", ha commentato Ines Ebner. Attualmente si conducono test anche con uno ionizzatore pneumatico, il cui scopo è di eliminare dall‘atmosfera delle celle le spore fungine presenti. 

Anche il gruppo di lavoro "Agricoltura biologica", guidato da Markus Kelderer, si occupa di questi patogeni e ha testato diversi prodotti quali preparati rameici, zolfo o carbonati. Oltre a ciò, sono attualmente in prova anche sistemi di copertura del frutteto (Keep-in-Touch®) e un trattamento con acqua calda dopo la raccolta e/o in pre-refrigerazione. “Sebbene con alcune delle misure applicate si siano ottenuti buoni risultati nel contenimento della rugginosità, non è stata ancora individuata una soluzione convincente del problema”, spiega Kelderer. Rimane comunque di fondamentale importanza scegliere la varietà ottimale da coltivare in una specifica zona.

Misure contro il riscaldo comune
Il riscaldo comune è una fisiopatia che può provocare ingenti danni economici. Già da diversi anni, il Centro Laimburg si occupa di elaborare alcune strategie che consentano di ridurre, con sempre maggior successo, la sua comparsa. Stefan Stürz del gruppo di lavoro "Conservazione e biologia del post-raccolta" ha presentato una sintesi dell‘attività di ricerca svolta in questo ambito. La conservazione in atmosfera controllata dinamicamente a fluorescenza della clorofilla (Dca-Cf), tecnologia sviluppata presso il Centro, permette una determinante riduzione di questa fisiopatia. 

Individuare ed evitare la comparsa di danni da conservazione con un‘App
Con l’App denominata FrudiStor sarà presto possibile individuare ed evitare la comparsa di danni da conservazione. L’App, sviluppata nell’ambito del progetto triennale "Entwicklung eines Software-gestützten Bestimmungssystems zur Reduzierung von Lagerschäden im Obstbau“, è stata predisposta grazie ai finanziamenti del programma Interreg-V "Alpenrhein, Bodensee, Hochrhein“, al quale partecipano il Centro Laimburg, il Centro di competenza per la frutticoltura del Lago di Costanza, l’Istituto superiore Weihenstephan-Triesdorf, l’Istituto sperimentale di frutticoltura Esteburg di Jork, la Stazione di ricerca Agroscope di Wädenswil, la Cooperativa frutticola del lago di Costanza, il Consorzio frutticolo del Baden-Württemberg e l’Agenzia informatica del Lago di Costanza. L’App gratuita FrudiStor sarà presentata ufficialmente con una conferenza stampa in occasione della fiera internazionale della mela - Interpoma - il 15 novembre 2018 e dal quel momento sarà possibile accedervi e utilizzarla. 

L’andamento meteorologico del 2018
L’andamento meteorologico di un anno può avere effetti decisivi sulla qualità delle mele e dunque anche sul buon successo della loro conservazione. Martin Thalheimer, responsabile del gruppo di lavoro "Terreno, concimazione e irrigazione" presso il Centro Laimburg, ha delineato le caratteristiche della stagione 2018 sottolineando quali conclusioni pratiche si possono dedurre dai dati di temperatura, delle precipitazioni, dell‘umidità del terreno e dalle curve di accrescimento dei frutti. Particolarmente importante risulta essere l’attenzione da prestare ad un’irrigazione adeguata al reale fabbisogno e alle caratteristiche della zona di coltivazione. Proprio in presenza di calura protratta, in punti vicini alla falda acquifera, sussiste il rischio di somministrare una quantità eccessiva di acqua alle piante, sebbene queste ultime trovino un sufficiente grado di umidità nel suolo. L’esperto ha ricordato che se gli apporti idrici sono eccessivi aumenta proporzionalmente il rischio di infezioni fungine a livello dell’apparato radicale. 

Il Centro di sperimentazione Laimburg 
Il Centro di sperimentazione Laimburg è l’Istituto di ricerca nel settore agroalimentare in Alto Adige e si occupa soprattutto di ricerca applicata diretta ad aumentare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura altoatesina per garantire la qualità dei prodotti agricoli. Ogni anno, i 150 collaboratori del centro lavorano a 350 progetti e attività in tutti campi dell’agricoltura altoatesina, dalla frutticoltura e viticoltura fino all’agricoltura montana e alle tecnologie alimentari. Il Centro di sperimentazione Laimburg è stato fondato nel 1975 a Vadena nella Bassa Atesina.

Fonte: Ufficio stampa Centro di sperimentazione Laimburg


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