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martedì 28 agosto 2018


Un prodotto alimentare su quattro punta sull'italianità

Quanto vale il Made in Italy in etichetta? Ha provato a rispondere a questa domanda la terza edizione dell'Osservatorio Immagino Nielsen Gs1 Italy, secondo cui nel 2017 le vendite di prodotti alimentari che richiamano l'italianità sulle confezioni hanno superato quota 6,3 miliardi di euro, pari a circa 274 milioni di euro (+4,5%) in più del 2016, dovuti in gran parte a vendite senza promozioni di nuovi alimenti. E tra gli elementi on pack è la bandiera tricolore a guidare la classifica del fatturato (13,8% del totale), seguita dai claim “100% Italiano” (7,4%) e “Prodotto in Italia” (6,9%).

L'Osservatorio Immagino ha analizzato le informazioni presenti sulle etichette di oltre 60mila prodotti alimentari commercializzati l’anno scorso in supermercati e ipermercati italiani. Tra questi, sottolinea la ricerca, sono circa il 25% (oltre15mila) quelli che hanno esibito l'italianità sul packaging.



La regione di provenienza risulta specificata solo nel 3,3% dei casi (circa duemila). L'area in assoluto più valorizzata è il Trentino-Alto Adige, che si conferma così al vertice della classifica per quanto riguarda sia il numero di prodotti sia le vendite. Seguono a ruota il Piemonte e Toscana, due regioni in forte crescita. Ma è la Puglia a registrare l'incremento del valore più alto rispetto al 2016: +17,7%.



Complessivamente, secondo l'Osservatorio, il 35% dei cibi sono stati venduti in promozione, in calo dell’1% circa rispetto al dato 2016. Si deve segnalare, infine, il bilancio positivo per le indicazioni geografiche tutelate dall’Ue - Doc, Dop, Igp e Docg, ndr - che registrano buoni tassi di crescita annuali nonostante la limitata presenza sugli scaffali di tali marchi (circa il 5%).


 
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