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venerdì 31 agosto 2018


Progetto per il rilancio della coltura del noce in Trentino

Lo stato dell’arte, i risultati delle ricerche condotte nel settore della nocicoltura da frutto e le prospettive future per il rilancio di una coltivazione sostenibile, legata al territorio, sono stati al centro di un convegno, molto partecipato, organizzato dalla Fondazione Edmund Mach che si è svolto ieri alla Fondazione Caritro di Trento e che ha visto intervenire i massimi esperti a livello internazionale, accanto ai produttori del Bleggio superiore e del Veneto. 

Focus dell’evento, che ha rappresentato un momento importante di confronto tra mondo della ricerca, assistenza tecnica, istituzioni e imprese, la presentazione del progetto NoBle per la caratterizzazione e valorizzazione della Noce del Bleggio, coordinato dalla Fondazione Edmund Mach e finanziato dalla Fondazione Caritro.

Il convegno è stato aperto da Filippo Manfredi, direttore della Fondazione Caritro, che ha sottolineato l’importanza di investire in ricerca e sviluppo per incentivare la connessione del sistema economico e produttivo con il mondo della ricerca, spiegando che sono 300 i progetti di ricerca applicata  finora finanziati dalla Fondazione. 

“Il noce - ha evidenziato il presidente della Fondazione Edmund Mach, Andrea Segrè - è una coltura che si integra bene nel paesaggio e negli ecosistemi di montagna; perciò la sua valorizzazione è particolarmente utile nell’ottica della conservazione della biodiversità e della promozione di un'agricoltura sostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia economico. Il settore nocciolo e della frutta secca, infatti, merita di essere sviluppato perché può creare un importante indotto sul territorio, a fronte di consumatori sempre più interessati agli alimenti dalle spiccate caratteristiche nutrizionali”. 

Dopo i saluti iniziali l’incontro, moderato da Michela Troggio, ricercatrice della Fem e responsabile del progetto di ricerca Noble, è intervenuto il coordinatore del programma breeding del noce all’Università UC Davis-California, Charles Leslie, che ha illustrato i progressi del programma americano. Sono seguite una serie di presentazioni sulla nocicoltura specializzata veneta, attualmente la più avanzata in Italia, e sul progetto PortNoc incentrato sui portainnesti per la tolleranza/resistenza a Phytophthora e black-line e sulla valorizzazione di varietà di Juglans regia compatibili. 

La mattinata si è conclusa con una sessione dedicata alle realtà locali vocate al noce, a partire dallo studio dell’Università di Udine sulla valorizzazione del germoplasma, per concludere con la descrizione della realtà nocciola del Bleggio superiore. Tavola rotonda nel pomeriggio sulla certificazione varietale per le piante da vivaio, e visita all’azienda agricola “Il noce” a Naton, nel Bleggio Superiore, partner del progetto assieme alla locale Confraternita della noce. 

Il progetto NoBle 
Il progetto è partito lo scorso anno. Coordinato da Fem e finanziato dalla Fondazione Caritro, mira alla valorizzazione di una varietà molto particolare, quella del Bleggio (piccola, dal guscio sottile e dal gusto dolce e speziato) ed ha come obiettivo la creazione di una carta d’identità. Le analisi genetiche e isotopiche condotte nei laboratori di San Michele descriveranno rispettivamente il profilo genetico e l’origine geografica. A questo si aggiungerà la caratterizzazione dei composti nutrizionali  per valutare il profilo salutistico, inclusa la percezione del consumatore. 

Il tutto in un’ottica di promozione valorizzazione, alla luce dei dati che indicano come il consumo di frutta secca sia in forte aumento e vedono l’Italia e, in generale, tutta l’Europa, importare grosse quantità soprattutto da California e Cile.

Fonte: Ufficio stampa Fem


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