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venerdì 31 agosto 2018


L'agosto «no» della Sardegna, bombe d'acqua per 24 giorni

Bombe d'acqua, temporali, allagamenti per 24 giorni successivi. Una situazione surreale che, durante questo mese di agosto, hanno dovuto affrontare gli agricoltori di tutta la Sardegna, da Nord a Sud. 

"In vita mia non avevo mai visto nulla di simile. Il continuo maltempo ha avuto effetti disastrosi sui campi di pomodori da industria, carciofi, meloni e angurie". Filippo Frongia del Gruppo Agro Mediterranea fotografa così l’eccezionale clima tropicale, indicando come zona maggiormente colpita il Medio Campidano. "I danni più consistenti - sottolinea - si registrano nei comuni di Sanluri, Samassi e Serramanna".

"La nostra base produttiva - prosegue Frongia - per fortuna, copre tutto il tessuto regionale e quindi colmeremo il gap del Medio Campidano, dove stiamo cercando di recuperare numerose carciofaie. Secondo le nostre valutazioni rischiamo di perdere il 20-25% degli impianti già realizzati. Le raccolte, in questi casi, potrebbero ritardare di almeno venti giorni".
Tra i prodotti più penalizzati c'è anche il melone Piel de Sapo, che si trovava in piena produzione. "Abbiamo perso circa il 20% dei volumi, a causa delle marcescenze dovute all'acqua", aggiunge l'operatore.

"La produzione ortofrutticola del Medio Campidano è in ginocchio e si parla del 60% delle coltivazioni finite letteralmente sotto l’acqua" conferma Alessandro Vacca, direttore regionale della Cia Sardegna. "La Casar - continua - ha fermato gli stabilimenti che si occupano della trasformazione del pomodoro industriale perché non riceve abbastanza prodotto. Ma la pioggia ha creato problemi in tutta la Sardegna, non solo al Sud. Stanno pagando dazio i coltivatori di angurie, meloni, carciofi, pomodori da tavola e frutta, come le pesche di San Sperate che stanno marcendo sugli alberi".

Un'estate da dimenticare, quindi, per l'agricoltura sarda che già a giugno aveva dovuto fare i conti con un clima particolarmente piovoso.
 
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