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martedì 25 settembre 2018


Kiwi: produzione italiana in ripresa, boom delle varietà gialle

La produzione italiana di kiwi torna, dopo una stagione ai minimi storici, su livelli normali (435.175 tonnellate commercializzabili, il 18% in più del 2017/18) in una campagna destinata a consacrare il ruolo della Grecia - la quale ha modificato la "serie storica" e mostra la stessa, elevata produzione dello scorso anno - e che avrà una periodo di "operatività" dei Paesi dell’emisfero Sud più lungo del solito. In grande crescita superfici e volumi delle varietà a polpa gialla. Sono i principali input emersi ieri a Verona, in occasione del convegno dedicato alle stime produttive organizzato dalla locale Camera di Commercio.



Perno della serata la relazione del direttore di Cso Italy, Elisa Macchi, che ha spiegato come nel 2018 siano in produzione circa 25.220 ettari in ambito nazionale, il 2% in più del 2017; una crescita legata soprattutto al +40% del kiwi giallo (ora a 2.860 ettari, che diventano 4.467 ettari considerando gli impianti non ancora in produzione), a fronte di una flessione del 2% delle superfici dedicate al “verde” (22.360 ettari). A livello regionale, escludendo il "Gold", calano le aree in Piemonte (-6%), Lazio (-4%) e Veneto (-3%), guadagnano terreno Emilia Romagna (+3%) e Calabria (+1%).



Tirando le somme, la produzione di kiwi verde raggiunge le 373.475 tonnellate, il 13% in più sul 2017/18 ma il 16% in meno sulla media 2014/17 mentre il giallo "vola" a 61.700 tonnellate,(+64%).



Tra alti e bassi il raccolto nella Penisola: le rilevazioni, che non tengono in considerazione Jin Tao, Gr, Soreli e Dorì, evidenziano una flessione del Piemonte, complice la diffusione della moria che ha reso necessario l’espianto di 400-500 ettari, e il ripresentarsi della Psa. La regione piemontese dovrebbe ridurre i volumi da 74.589 a 66.227 tonnellate, con un calo delle rese del 7%. 

Exploit, invece, nel Veronese reduce da un 2017 caratterizzato da ingenti danni causati dal gelo: nonostante la progressiva riduzione delle superfici a causa della moria (1.200 gli ettari interessati), raddoppia quasi i raccolti grazie all’ottima resa degli appezzamenti “sani” e passa da 19.885 a 37.878 tonnellate. Nelle altre province venete, produzione in ripresa (ma solo del 10%) a Rovigo e dato stabile nel Trevigiano, dove le rese calano del 15% per motivi climatici. Complessivamente, a livello regionale, la produzione attesa per il 2018/19 è di 46.658 tonnellate, il 62% in più della stagione passata. 


L'intervento di Elisa Macchi ieri sera a Verona

In Emilia Romagna volumi giù del 2% (da 69.038 a 67.830 tonnellate), con l’entrata in produzione degli impianti più giovani che inizia a far sentire i suoi effetti; la provincia di Ravenna resta saldamente la più importante con un raccolto di 53.353 tonnellate, "frutto" di una riduzione contenuta, pari a poco meno di un migliaio di tonnellate.

Così come nel Veneto, anche nel Lazio il peso del kiwi che approderà sul mercato aumenterà notevolmente: dalle 87.642 tonnellate del 2017/18 si passa alle 144.478 attese per questa campagna, il 65% in più. Le superfici calano, ma il numero dei frutti è nettamente maggiore, anche se “molto distante da un’annata di carica produttiva”. Quella laziale è una delle aree in cui l’ascesa del kiwi giallo è più significativa. Si registra peraltro, ha puntualizzato Macchi, una “spiccata disomogeneità produttiva tra le diverse aziende”.



E nelle altre regioni? Superfici del kiwi verde stazionarie, rese e produzione in ripresa (+10% per entrambe le voci) rispetto al 2017 in Friuli. La moria si sta diffondendo anche in questa regione ma gli appezzamenti interessati da problemi gravi non sono finora numerosi, stando alla relazione di Cso Italy, mentre è riapparsa la Psa, sebbene in modo non preoccupante, e risulta in forte diffusione la cimice asiatica.

Lieve incremento (+2%) delle superfici e rese in aumento del 15% in Lombardia; analogamente, lieve incremento delle superfici in produzione (+3%) in Campania, dove sono previste rese unitarie in lieve calo rispetto alla passata stagione e una buona qualità. Caratteristiche simili per la campagna di Basilicata e PugliaIn Calabria, invece, è atteso un calo medio regionale del 30%, con rese in netta diminuzione, sia pure con pezzatura migliore, a seguito dei fenomeni meteorologici avversi. 



Durante il convegno di ieri sono state proiettate alcune slide relative al valore e al prezzo di vendita al dettaglio nel 2017 che evidenziano un +6% per entrambe le voci: la quotazione media al chilo, in particolare, ha raggiunto i 2,15 euro (12 centesimi in più dell’anno prima) per un valore di 252 milioni di euro (erano 237 milioni nel 2016). Nel periodo gennaio-luglio 2018, valore e prezzi sono cresciuti in misura maggiore, rispettivamente del 16% e dell’11%.



L’export segna il passo, ma non in modo drammatico: le vendite all’estero della stagione 2017/18 sono scese del 16% rispetto all’anno precedente, in misura peraltro inferiore al calo del raccolto (-18%). L’evoluzione delle destinazioni, indica una maggiore incidenza dell’Ue28 (68% contro 64% della stagione 2016/17) a discapito dei Paesi del Medio Oriente (dal 9 al 6%). Serve un maggior impegno ad abbattere le barriere commerciali - ha sottolineato Macchi nel fare il punto sull’andamento dei principali negoziati internazionali - per consolidare la presenza del kiwi italiano sui mercati mondiali.



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