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mercoledì 26 settembre 2018


Clementine, cosa si prevede nel Tarantino

Per le clementine del Golfo di Taranto (Puglia) si prospetta una buona stagione a livello produttivo, con quantità nella norma e una pezzatura elevata. I primi frutti delle varietà precoci, tra cui Clemenruby e Orogros, saranno staccati dagli alberi indicativamente verso il 10 ottobre. Stabilire una data precisa non è possibile, in quanto la maturazione sarà influenzata dalle temperature dei prossimi giorni e dalle concimazioni. Nell'ultima decade di ottobre si passerà a raccogliere Spinoso, Caffin, Corsica, Sra, per giungere poi alle cultivar autoctone Fedele e Comune. 

"Nel territorio del Tarantino - dice Michele Campobasso, responsabile dell'azienda agricola Francesco Campobasso - i volumi di clementine dovrebbero essere superiori rispetto alla scorsa stagione, quando avevano accusato un calo produttivo dovuto al freddo eccezionale di gennaio 2017. Relativamente alla qualità, l'unico aspetto che oggi possiamo valutare è la pezzatura: per il momento è buona".


Stato attuale delle clementine (foto del 25 settembre 2018)

Negli impianti dove si coltivano varietà di clementine precoci, medio-precoci e mandarini Miyagawa (Satsuma), attualmente in fase di raccolta, gli agrumicoltori stanno cercando di contenere i danni da mosca della frutta (Ceratitis capitata), una avversità che si è diffusa a causa della particolare umidità estiva. "Nella nostra azienda - sottolinea l'imprenditore - abbiamo installato trappole attrattive per la cattura massale e cerchiamo di eliminare tutte le fonti di inoculo, raccogliendo i frutti colpiti a mano e allontanandoli dai terreni".


Installazione di trappole per la cattura massale della mosca della frutta all'interno di un agrumeto di Miyagawa

Con la clementina Comune, la più coltivata in assoluto, gli agrumicoltori tarantini riescono a stare sul mercato da novembre sino a fine gennaio, posticipando così di almeno 15 giorni la chiusura della campagna delle tradizionali clementine calabresi. A garantire un calendario più ampio solo le particolari condizioni pedo-climatiche del territorio che, ovviamente, influiscono anche sul gusto e sulla serbevolezza dei frutti. 

“Il Golfo di Taranto - rimarca Campobasso - rimane solo un piccolo distretto nel panorama nazionale delle clementine. Ma un distretto che fa della qualità il proprio cardine. Sempre più agrumicoltori, infatti, si stanno aggiornando a livello agronomico, varietale e commerciale, per riuscire ad affrontare un mercato in cui concorrenza dell'estero (Spagna e Paesi del Nord Africa) spinge i prezzi al ribasso”. 


Nuovo impianto di varietà medio-precoci dell'Azienda Francesco Campobasso

Ma le regole, come sempre, le dettano i consumatori. “E’ importante, a questo proposito, che gli italiani acquisiscano una maggiore coscienza e consapevolezza su ciò che acquistano. Bisogna fare passare il messaggio che non è possibile produrre un chilo di clementine a 30-60 centesimi di euro il chilo, prezzi che purtroppo mi capita spesso di vedere nei Mercati all'ingrosso".

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