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venerdì 12 ottobre 2018


Comprano IV Gamma venti milioni di famiglie

La spesa alimentare degli italiani è in aumento da tre semestri consecutivi. Anche l'ultimo rapporto di Ismea-Nielsen, relativo ai primi semi mesi del 2018, ha infatti evidenziato il segno "più" davanti alle percentuali di crescita: +0,9% sul primo semestre 2017. Con quasi tutte le "famiglie" di prodotti ortofrutticoli freschi che performano al di sopra della media, ad eccezione di ortaggi e patate. Le rilevazioni evidenziano, in particolare, l'incremento delle vendite di ortofrutticoli di IV Gamma, acquistati da ben 19,6 milioni di famiglie (sulle 26 milioni attualmente censite dall'Istat). Rispetto a giugno 2017, come spiega lo studio, la crescita di questi prodotti è stata del 4,5% in valore e del 5,2% in volume. Un successo che si deve in primo luogo alla crescita del parco acquirenti: +300mila unità nel primo semestre 2018.

Frutta: l'incremento dei prezzi fa salire la spesa
Il segmento della frutta fresca registra, sempre su base annua, un incremento in valore dell'1,6%, supportato da prezzi al dettaglio generalmente superiori rispetto al primo semestre 2017. Alcuni esempi? Le mele sono state più care del 25%, i kiwi del 17%, le pesche del'11%, le fragole del 9%. Nel complesso, la categoria "frutta" viene però penalizzata dalla flessione della frutta trasformata (-1,7%) e dei succhi (-3,8%).



Agrumi, frutta a guscio e piatti pronti si distinguono in termini di crescita
L'incremento della spesa più marcato, +8,7%, è da ascrivere al segmento dei prodotti agrumicoli, che, quest'anno, hanno giovato di una delle campagne arancicole più lunghe di sempre. Buone performance si riscontrano anche per la frutta secca ed essiccata (+4,2%), mix di bontà e benessere su cui fanno affidamento sempre più sportivi, e per la categoria dei piatti pronti (+4,2%), a testimoniare il maggiore interesse verso prodotti convenience ad elevato contenuto di servizio.



Risultati negativi per verdure e patate 
Riportano invece un valore in riduzione gli ortaggi freschi e le patate: -3,3% e -3,8%, rispettivamente, a fronte però di una flessione generalizzata dei prezzi al consumo delle solanacee (pomodori -6%, melanzane -6%, peperoni -8%, patate comuni -6,6%) che, nel primo semestre 2017, si erano portati su valori sostenuti per via di anomalie climatiche. Per i prodotti a base di pomodoro, infine, l'analisi rileva una flessione pari all'1,8%.

Ortofrutta macro-categoria leader
Nonostante il calo delle verdure, l'ortofrutta ha rappresentato il 19,6% della spesa domestica totale (era il 19,5% nel 2017, il 19,4% nel 2016 e il 19,2% nel 2015), confermandosi come macro-categoria leader davanti a quelle dei "derivati dei cereali" (14,2%), degli "altri prodotti alimentari" (13,5%), del "latte e derivati" (13,9%) e delle "bevande alcoliche, analcoliche e vino" (10,6%). 



Il mantra: meno carboidrati e più proteine
"La composizione della spesa - sintetizza Ismea - nel primo semestre 2018 vede una rimodulazione dei componenti rispetto all’analogo semestre dello scorso anno: si è speso meno per ortaggi e bevande analcoliche e di più per carne, uova e vini. Si delineano - conclude - le scelte dei consumatori circa il mutato modo di alimentarsi: uno dei dati più evidenti è meno carboidrati e più proteine".
 
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