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martedì 23 ottobre 2018


Finger lime, tra moda e difficoltà

Spesso nel settore ortofrutticolo gli investimenti della produzione sono ispirati un po' alle mode del momento, a prodotti innovativi che "promettono" guadagni veloci ed elevati. Ma il successo non è sempre scontato. In Sicilia, ad esempio, ci sono aziende che hanno scommesso sul finger lime - il caviale di limone - che condividono destini opposti: c'è chi è già riuscito ad acquisire fette di mercato soddisfacenti e chi, al contrario, non riesce a conquistare spazi commerciali, in mancanza di una adeguata azione di programmazione ex-ante. 

Vendere anche pochi chilogrammi del pregiato "agrume di lusso" può così diventare una attività estremamente complicata, come ci ha spiegato l'imprenditrice agricola Margherita Arcidiacono, alla guida di una associazione di donne che ha acquistato un centinaio di piante che entreranno in piena produzione nel 2019. "Nessuno è interessato al nostro prodotto: né le aziende di grandi dimensioni, né i Mercati ortofrutticoli, né la ristorazione di lusso", dice a Italiafruit News l'imprenditrice.  


"Siamo molto scoraggiate perché rischiamo di buttare via tutti i frutti, di ottima qualità, che abbiamo appena raccolto - sottolinea Arcidiacono - Due anni fa, l'azienda agricola guidata da mio marito, specializzata nella produzione di agrumi, ha introdotto circa 100 piante".

Forse è il prezzo proibitivo a fare paura agli operatori commerciali: "L'agrume può valere fino a 180 euro il chilo. Da parte mia, vista la situazione di totale disinteresse, sono disposta a svendere il prodotto, ma ho paura soprattutto per il prossimo anno, quando avrò 400 chili da piazzare”, prosegue.

Presa un po' dalla disperazione, nelle ultime settimane l'imprenditrice ha scritto una lettera allo chef Antonino Cannavacciuolo e ai due vice-premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, per chiedere un loro aiuto. "So bene che non mi possono arrendere ora - conclude Margherita - Il mio obiettivo è favorire la creazione di posti lavoro in Sicilia, creando una rete di produttori di finger lime. Purtroppo, senza mercato, tutto questo rischia di essere impossibile”. 

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