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martedì 6 novembre 2018


Mele, Rivoira: mercato difficile ma troppo pessimismo

"La campagna commerciale al momento è complicata ma c'è troppo pessimismo, in parte motivato ma comunque esagerato: se escludiamo il boom produttivo della Polonia, Paese che peraltro copre una fascia di mercato di un certo tipo, il prodotto disponibile è in linea con quello di un anno normale anzi, in Italia i volumi registreranno presumibilmente un 5-6% in meno di un anno normale". Marco Rivoira, amministratore delegato dell'omonimo gruppo piemontese commenta così la stagione della mela italiana. E invita ad aspettare, prima di tirare le somme: "A settembre e ottobre l'offerta è stata abbondante, in alcuni areali sono entrati in produzione nuovi impianti che hanno aumentato la disponibilità di materia prima. Molti produttori hanno spinto per liberare i cassoni ribassando i prezzi. In più il clima caldo non ha certo favorito le vendite, che procedono a rilento. Ma fino a metà novembre, quando finirà raccolta, non sarà possibile avere il quadro esatto e affidabile della situazione. Inutile fasciarsi la testa prima del tempo: il bello, in un certo senso, deve ancora venire". 



Il settore melicolo italiano, aggiunge Rivoira, è attivo e cerca di innovare. Ma si scontra da un lato con le "barriere commerciali" che impediscono l'accesso in Paesi molto interessanti ("in un anno come questo potremmo fare grandi cose in Cina, dove manca il 30% del prodotto locale"), dall'altro con la carenza di politiche di supporto alle imprese: "Emblematico - commenta l'imprenditore - il problema della cronica carenza di infrastrutture: dalla nostra azienda ci sono  30 chilometri per arrivare all’autostrada. E quei 30 chilometri sono di passione, su strade dissestate sulle quali sono stati abbassati i limiti di velocità, invece di sistemarle. In un Paese così, essere competitivi è davvero un'impresa. Mentre l'innalzamento dello spread non può non essere seguito con inquietudine".  

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